Campidoglio, i «veltroniani» restano fuori dal Pd

Grane in vista per la maggioranza capitolina, che ora deve fare i conti anche con il no all’ingresso nel Pd, appena costituitosi in consiglio comunale, da parte della Lista civica per Veltroni. Lista che però si lascia una porta aperta verso il nuovo partito. Non aderisce al Pd, ma si costituirà in Federazione, «in modo che quando sarà il momento di formare il gruppo dirigente del Pd, Veltroni potrà scegliere anche fra gli esponenti di quel gruppo». Così Carlo Fayer, capogruppo della Lista civica per Veltroni spiega la decisione, ufficializzata martedì dopo un incontro del partito col sindaco, di formare una Federazione in alleanza col Pd. In sostanza, ha prevalso la linea di Fayer, che nel Pd non voleva proprio saperne di entrare. Gli altri due esponenti del partito, invece, hanno fatto una scelta diversa. Antonio Saccone è stato eletto nell’assemblea costituente e Fabrizio Panecaldo ha partecipato attivamente alla formazione del Pd, anche se per sua scelta, è stato inserito all’ultimo posto di una lista, in modo da non poter essere eletto.
Ora si guarda al futuro. Un futuro che vedrà il Pd in consiglio comunale con 21 consiglieri e in cui «la lista civica continuerà a esistere», spiega Fayer. Per diversi motivi. «Il mandato che gli elettori ci hanno dato - puntualizza il capogruppo - è quello di essere Lista civica, altrimenti avrebbero votato Ulivo. Se aderissimo al Pd sarebbe un cambio di casacca, un cambiare maglia in corsa come ha già fatto qualcuno che ho sempre condannato». E poi, aggiunge, «la lista civica è necessaria e fondamentale». Anche perché non c’è il corrispondente a livello nazionale.
Una posizione tutta da riconsiderare, invece, all’interno della maggioranza capitolina, è quella dell’Udeur. «A fine mese ci dovrebbe essere un incontro col sindaco, come deciso prima delle primarie, per fare il punto della situazione - spiega Gianfranco Zambelli -. Secondo noi il doppio incarico di Veltroni è legittimo, ma potrebbe svolgerlo meglio se riuscisse a blindare la sua maggioranza, coinvolgendo gruppi che come noi ora si sentono a disagio». In altre parole, l’Udeur auspica un rimpasto in giunta, in modo da poter avere un loro assessore. E se il sindaco dovesse rispondere picche? «A quel punto convocheremo il direttivo del congresso romano, per decidere la nuova linea politica». Intanto, anche la sinistra radicale chiede una verifica a Veltroni sullo stato di attuazione del programma, in modo da «ricalibrare meglio l’azione amministrativa del Comune nella città per dare risposte sempre migliori a tutti i cittadini senza strabismi partendo dai più deboli», sintetizza la capogruppo del Prc, Adriana Spera. E la Rosa nel Pugno, attraverso la voce del capogruppo Gianluca Quadrana, parla della necessità di rivedere la composizione delle giunte municipali. «Già prima le cose non funzionavano - sottolinea Quadrana - Ma ora, dopo le primarie, quasi tutte le giunte sono monocolori e non è più possibile un confronto».