«Il Campidoglio mette le mani in tasca ai romani»

Una manovra che va dritta dritta «nelle tasche dei cittadini». Usa questa parole, Davide Bordoni, consigliere comunale di Forza Italia, per spiegare il bilancio 2007, documento che ieri è stato al vaglio dell’opposizione. Oggi ne discuterà, invece, la maggioranza. «La strada che questa amministrazione vuole prendere con le misure che verranno adottate da questo bilancio - spiega Bordoni in un’aula semideserta - va in un’unica direzione: nelle tasche dei cittadini». Quello che il consigliere azzurro sottolinea è che «non solo è la prima volta da quando Roma ha Veltroni come sindaco che le tasse aumentano». «Ma - aggiunge - la cosa ancor più grave è che in questo particolare frangente i cittadini si troveranno in tasca le mani dello Stato, della Regione, assieme a quelle del Comune». Eppure, dicono gli esponenti dell’opposizione, le promesse fatte in campagna elettorale andavano in tutt’altra direzione. «Ancora una volta - puntualizza Bordoni - tutto si rivela per quello che è: un gran fumo negli occhi che alla fine, come sempre, fa male». Forza Italia, attraverso il suo capogruppo, Michele Baldi, intervenuto ieri in aula, parla dei pochi interventi concreti previsti nella manovra, e delle tante spese messe in conto, per le quali però, non si conosce la reale destinazione finale. Un esempio tra tutti? «I 15 milioni di euro a disposizione del gabinetto del sindaco», spiega Baldi. Entrambi gli esponenti azzurri puntano il dito nelle ormai croniche piaghe di Roma, dalla viabilità al sociale. Certo, dice Baldi, «grandi temi sociali di respiro internazionale sono importanti, ma anche quelli di Roma e delle sue periferie, dai baraccati lungo il Tevere a quelli sul litorale di Ostia, non devono essere trascurati».
Antonello Aurigemma (Forza Italia), invece, sottolinea, il ruolo dei municipi. Ieri mattina la giunta ha approvato le controdeduzione alla proposta di bilancio 2007 presentate dai minisindaci. Il Comune ha fatto solo sapere che su quel documento hanno dato tutti parere positivo, a eccezione del XX, ma nel dettaglio ancora non si sa nulla riguardo alle obiezioni che hanno sollevato. Per questo Aurigemma chiede all’assessore capitolino al Bilancio, Marco Causi, di «avere e conoscere in aula anche le modifiche che sono state richieste dai singoli municipi». Intanto, il partito azzurro si prepara a dar battaglia in aula, attraverso la presentazione di circa 450 emendamenti alla manovra. Sulla stessa cifra si muove anche l’Udc. «La nostra sarà una contromanovra votata al sociale, al sostegno delle famiglie e al maggiore trasferimento di fondi ai municipi», dichiara Dino Gasperini, capogruppo capitolino del partito. Contromanovra che verrà condensata in circa 400 emendamenti, da presentare «senza alcun atteggiamento morbido». L’inizio della votazione di tutti quei documenti e del Bilancio è prevista per giovedì. Per quella data, mentre sarà in corso in aula Giulio Cesare il primo turno di votazione, An che presenterà circa 400 emendamenti, ha deciso di manifestare in piazza San Marco, alle 17, «per far sapere a Veltroni come la pensiamo», dice Marco Marsilio, esponente di quel partito. «Accanto a noi ci saranno anche Fi e l’Udc - puntualizza Marsilio - così potremo dimostrare la compattezza e l’unità del centrodestra romano». L’invito a quella manifestazione è stato rivolto anche alle associazioni di categoria, ai piccoli proprietari, agli amministratori di condominio. Il giorno successivo, venerdì in nottata, è prevista l’approvazione definitiva del Bilancio. «E le tasche dei cittadini allora - conclude Bordoni - saranno davvero e definitivamente svuotate, se non dovesse passare alcun emendamento proposto dall'opposizione».