«Il Campidoglio punta solo sulle tasse per turare le enormi falle nel bilancio»

Marcello Viaggio

«Il Comune di Roma è sull’orlo della bancarotta. Sette miliardi di euro di deficit consolidato sono pari a una media finanziaria nazionale. Un pozzo nero senza fondo. Il Campidoglio è incapace di amministrare le risorse a disposizione». Così il capogruppo di Alleanza nazionale, Sergio Marchi, dopo il voto di lunedì in consiglio comunale sull’assestamento di bilancio. La manovra è passata in tarda serata con 29 sì della maggioranza e 9 no dell’opposizione. Gli emendamenti della sinistra hanno aggiunto 29 milioni di euro ai 277 del documento iniziale. In totale 306 milioni, 177 di spese correnti e 129 di investimenti.
«La manovra è povera di idee e non cambia in nulla la situazione - rimarca Marchi -. Il vero problema è che il Comune è incapace di razionalizzare il prelievo fiscale ed il sistema delle aziende partecipate: Atac, Acea, Ama, Assicurazioni. Altro che minori trasferimenti statali».
Sulla minoranza è piovuta una pioggia di no dall’assessore Causi e dal coordinatore della maggioranza, Di Francia. Bocciati senza discussione quasi tutti gli emendamenti presentati da Alleanza nazionale. Il no più pesante è giunto alla proposta di destinare tre milioni ai bonus integrativi per le famiglie con bambini esclusi dalle graduatorie degli asili nido. No alla manutenzione straordinaria di via Machiavelli (350mila euro), via Principe Amedeo (1 milione e 600mila euro), via Buonarroti (300mila euro). An aveva presentato un emendamento per definanziare la prossima Notte Bianca a favore dell’Ufficio politiche abitative, destinando i 560mila euro di spesa dei festeggiamenti all’incremento dei Buoni casa per famiglie bisognose. Niente da fare: la maggioranza di centro-sinistra ha detto no anche in questo caso. La «Notte Bianca» che ha dato la copertina internazionale al sindaco Veltroni - Roma come Parigi - non si tocca». Ieri mattina in Campidoglio il gruppo consiliare di Alleanza nazionale ha spiegato la posizione del partito sulla manovra. Il maxiemendamento della maggioranza ha assegnato altri 13 milioni alla viabilità ed ai trasporti. «Proprio al comparto alla cui cattiva gestione si deve in gran parte il deficit capitolino» ha commentato Vincenzo Piso, presidente della federazione romana di Alleanza nazionale: «Senza dimenticare che con l’ultima delibera sul tpl, la numero 134, si è stanziato un ulteriore finanziamento di 160 milioni per l’Atac, che dovrà essere rinnovato ogni anno».
Altra nota dolente, la gestione del patrimonio: «Il Comune - ha rimarcato il consigliere Luca Malcotti - riscuote appena il 45 per cento degli affitti nominali dei suoi immobili, 16mila appartamenti e migliaia di esercizi commerciali». Il vicepresidente del consiglio Fabio Sabbatani Schiuma ha chiesto le dimissioni dell’assessore Maria Coscia, Rc, «per la sua politica fallimentare nella scuola». «Il Comune ha bocciato i nostri emendamenti perfino sull’adeguamento degli edifici scolastici alla legge 626 sulla sicurezza» ha commentato amaramente Schiuma.
Non sono mancate critiche al salasso di contravvenzioni che nel 2004 hanno bersagliato le tasche degli automobilisti romani: «Due milioni e mezzo di euro - sottolinea Marchi -. Decisamente troppo, non c’è alcun deterrente al traffico, si punta solamente a far cassa. Anche la Tarsu è troppo alta, andrebbe ribassata». An aveva presentato un emendamento per abbattere almeno l’Ici sulla prima casa dal 4,9 per mille al 4. «È stato bocciato anche quello» ha spiegato Michele Baldi, soddisfatto, invece, per l’approvazione delle sue proposte sul finanziamento ai playground (i campetti di basket), sui parcheggi “rosa” e sui centri per gli anziani. «Per fortuna è passato almeno il nostro emendamento per aumentare l’illuminazione pubblica a Case Rosse, all’estrema periferia nord di Roma» si consola il consigliere Fabrizio Ghera. È tutto quello che la maggioranza ha concesso.