In Campidoglio il punto sulle eccellenze sanitarie

Prosegue in Campidoglio la campagna informativa sulla scelta dell’eccellenza in sanità. Ieri si è tenuto il secondo dei 4 appuntamenti che vedono illustri specialisti romani riuniti per mettere sul tavolo progetti che possano portare a un risparmio dei costi per l’amministrazione e a un miglioramento della qualità della vita per il malato.
Nel primo incontro, lo scorso 27 gennaio, sono state prese in esame le ragioni che guidano l’Amministrazione verso una politica di nuove tecnologie e di innovativi percorsi diagnostici e terapeutici, in grado non solo di portare a livello di eccellenza la sanità romana ma, soprattutto, di migliorare la qualità di vita nelle fasce più fragili dei cittadini. Oltre il 60% della spesa sanitaria del Paese è destinata all’assistenza agli over 65 che, a Roma, sono circa 800 mila. Gli over 75 sono invece 268.000 e di questi almeno 50 mila versano in condizioni di forte disabilità. L’Amministrazione capitolina, dai dati elaborati al 2007, risulta avere speso molto più della media nazionale per gli over 65, fino a 3.775 euro per ogni prestazione di assistenza domiciliare, con il risultato di aver potuto assistere un numero significativamente inferiore di cittadini rispetto ad altre città italiane». «Il Comune di Roma - fa sapere una nota del Campidoglio - intende intervenire in modo radicale per migliorare l’offerta dei servizi sociali e sanitari e per controllare e razionalizzare i capitoli e le modalità di spesa che hanno portato la precedente amministrazione a così poco esaltanti livelli di risposta sociale. L’obiettivo è fare di Roma la capitale dell’eccellenza per la qualità e quantità di salute che è in grado di produrre pur prestando la massima attenzione al capitolo spesa. Vale la pena ricordare che la salute pubblica è competenza del sindaco che ha, per legge, obblighi di indirizzo e controllo anche sulle strutture sanitarie che incidono sul territorio. La sfida è quella di migliorare l’accesso alle cure e ai trattamenti innovativi, in grado di ridurre le liste di attesa ma anche di produrre una diminuzione dei tempi di degenza ospedaliera».