In Campidoglio al via il restauro degli affreschi e delle due Torri

Un pezzo di medioevo all’interno e all’esterno del palazzo Senatorio, in quella parte dell’edificio non toccata dai lavori di Michelangelo, che si occupò della piazza e dell’ingresso principale. Le torri di Bonifacio IX furono costruite fra la fine del Trecento e l’inizio del Quattrocento, un paio di secoli dopo la realizzazione del Campidoglio, che dal 1144 è sede del Comune e del suo più alto rappresentante. Proprio quelle torri, che si affacciano su via del Campidoglio, oggi devono essere rimesse a nuovo.
La macchina della sovrintendenza, assieme a quella comunale, si è già messa in moto. Fatta la conferenza di servizi, appaltato l’incarico, scelto, quindi, l’architetto, Gianni Ottolini, che si occuperà della risistemazione, mancano solo da definire alcuni dettagli burocratici. Ma l’avvio dei lavori è ormai prossimo. «Inizieranno in primavera e dureranno circa un anno e mezzo», fanno sapere dalla sovrintendenza. Costo dell’operazione attorno ai 5 milioni.
Le due torri di Bonifacio IX, sono contrafforti che proteggono gli angoli del palazzo. L’importanza e la difficoltà del progetto derivano anche dal fatto che su quel lato dell’edificio si trovano i resti del Tabularium e del tempio di Veiove: un pezzo di storia che parte dall’età repubblicana, nel II secolo avanti Cristo. Inoltre, in quella parte del palazzo, all’interno di alcune stanze, vi sono affreschi che risalgono al 1200, saranno tutti rimessi a nuovo. E nel progetto è compreso anche il rifacimento delle facciate laterali del palazzo. Almeno per il momento, non è in programma l’interruzione dei lavori dell’Aula Giulio Cesare. Previsto, invece, lo spostamento di alcuni uffici, in particolare quello del Segretariato e del Gabinetto del sindaco, coinvolti nel restauro, ma resteranno comunque al secondo piano, dove sono ubicati ora.
Trasloco in vista anche per la buvette capitolina. Il bar del Campidoglio oggi è in una zona di passaggio: da un lato vi sono gli ufficio del sindaco, la Sala delle Bandiere e quella dell’Arazzo, in cui si svolgono conferenze e incontri, dall’altro la Protomoteca. In un primo momento si era pensato di vedere panini e caffè nel luogo in cui ora si trova la sala stampa, in fondo all’Aula Giulio Cesare. Ma motivi di opportunità (non sarebbe stato, infatti, decoroso vedere un consigliere che mangia un tramezzino o beve una bibita in Aula) hanno fatto sì che quel progetto non venisse preso in considerazione. Sono ora allo studio ipotesi alternative. Quella più accreditata prevede di spostare la buvette di qualche metro più avanti, verso la Protomoteca, lasciandola comunque al secondo piano.