La «Campionaria» torna in Fiera: creatività italiana versione hi-tech

«È la foto di gruppo di un’Italia che guarda al futuro». Ma è anche l’immagine di «un’Italia che è forte e che ce l’ha fatta». Come dire: è la Campionaria di Milano, che ritorna dal 22 al 25 novembre.
Sì, avete letto bene. La Campionaria di Milano torna a «raccontare e rappresentare il Paese», dopo un’assenza di sedici anni. Ma, attenzione, con un dettaglio: la Campionaria new version lo fa «attraverso la lente della qualità». Traduzione: non più la Campionaria simbolo della ricostruzione e del boom economico nazionale - dove, ad esempio, furono presentati per la prima volta il Moplen o il correttore automatico del software di scrittura -, bensì una Campionaria che è vetrina dei talenti e delle eccellenze, piccole e grandi, del made in Italy e della soft economy.
Una fiera che, annota Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, «coglie l’urgenza e il segno dei tempi e mette in mostra pezzi rari ed eccellenti di un’Italia che sa e che vuole raccontare al mondo la propria storia». Appuntamento, davvero niente male che (ri)nasce grazie a Luigi Roth, presidente della fondazione Fiera di Milano, a Adalberto Corsi, presidente di Fieramilano Expocts, e di Ermete Realacci, presidente di Symbola. Tutti insieme per declinare (oltreché valorizzare) la qualità italiana: «In tutto il mondo lo stile di vita italiano, la qualità dei nostri prodotti, l’immaginario legato ai nostri paesaggi e alle città d’arte sono percepiti come valori fortissimi, sono merce pregiata e ricercata» dichiara Realacci. Valori e obiettivi che la Campionaria mette in mostra, «dopo aver per tanti anni raccontato al mondo la crescita italiana e agli italiani le new frontiere della modernità» commenta Roth che, naturalmente, rimarca la «modalità diversa di questa grande, nuova iniziativa».
E così, dal 22 al 26 novembre (ingresso gratuito) presso il nuovo polo fieristico di Rho-Pero è possibile toccare con mano i prodotti hi-tech del parco scientifico tecnologico del Kilometro rosso o i pannelli fotovoltaici di nuova generazione ma pure la Ferrari 430, la chimica «verde» e gli yacht che sono uno dei must di punta dell’industria tricolore nel mondo. Cinquecento realtà imprenditoriali che nell’area fieristica sono organizzate per piattaforme territoriali e arricchite da un programma culturale di peso ovvero da quaranta e più convegni e workshop. «Tutti, nessuno escluso, campioni della qualità: rappresentazione della creatività italiana che è la nostra più grande risorsa e di quello straordinario humus nel quale essa cresce e si sviluppa» chiosa il presidente della fondazione Fiera di Milano.
E, infatti, nel parterre della Campionaria c’è spazio non solo per le imprese e i loro prodotti ma anche per le associazioni, le fondazioni, gli enti e le amministrazioni che «in questi anni hanno dimostrato come la qualità sia un progetto realizzabile, perseguibile e conveniente».