«Campionati in estate e 5 stranieri per squadra»

Il futuro secondo Blatter: «Si farà ma non subito. Giochiamo da febbraio a novembre. No alla moviola, sì al microchip nel pallone»

da Berlino

Blatter avverte, con largo anticipo, è il caso di aggiungere. «Prima o poi la regola del 6+5 arriverà ma ci vorrà del tempo visto che i contratti in vigore non lo permettono». Non siamo all’ultimatum ma a un vero e proprio avviso ai naviganti: meglio attrezzarsi per tempo. La regola del 6+5 è molto semplice e si può così riassumere: le squadre di club dovranno schierare, negli undici da mandare in campo, un massimo di cinque stranieri più sei giocatori indigeni, «convocabili per la nazionale del paese» per intendersi meglio applicando alla lettera il precetto sbandierato dal presidente della Fifa in una lunga intervista al settimanale tedesco Kicker. L’Inter attuale è lo specchio del problema, riflette cioè la posizione cui fanno riferimento le autorità sportive, in Italia Petrucci è da tempo sintonizzato su questo argomento. Nella rosa a disposizione di Mancini gli italiani sono Toldo, Materazzi, Grosso e Andreolli, arrivato dal settore giovanile. In futuro dovranno essere molti di più e nello schieramento iniziale, dovrà essere rispettata la proporzione di 6 italiani più 5 stranieri. La storica riforma non partirà nel 2007 quando interverrà invece la norma richiesta dall’Uefa d’inserire nella rosa dei 25 per la Champions league almeno 2 (e poi diventeranno quattro) calciatori provenienti dal settore giovanile (e in questo caso anche di diversa nazionalità).
L’altra riforma invocata da Blatter è quella che riguarda il calendario dei campionati domestici i quali dovrebbero svolgersi tra febbraio e novembre, per consentire, nella lunga pausa invernale, concentrata in tre settimane, lo svolgimento delle partite delle nazionali in vista delle qualificazioni ai vari tornei (europeo e mondiale cioè). Un no deciso invece è stato pronunciato per la richiesta (Rummenigge, del Bayern) al tetto sugli stipendi e alla moviola. Blatter, che è pronto a ricandidarsi nel maggio del 2007 quando scadrà il suo mandato, è disposto solo ad aprire «al pallone intelligente dotato di un microchip collegato con l’auricolare dell’arbitro per aiutarlo nelle sue decisioni». Tradotto vuol dire che il massimo della tecnologia, per il futuro, è la possibilità di salvare il campionato dai gol fantasma, tipo quello di Toro-Empoli.