Il via al campionato fa litigare ancora Abete e Matarrese

da Roma

Se Abete ha incassato l’elezione (sofferta) del capo dell’Aia Cesare Gussoni a vice presidente vicario, il numero uno della Figc rilancia sulla questione della data di inizio del campionato. «Auspico un’ulteriore riflessione e sforzo da parte della Lega per anticipare la partenza di una settimana», annuncia il presidente federale. Ma la posizione di Milano rimane ferma. «Sui calendari abbiamo già deciso di partire il 26 agosto e non possiamo cambiare, mica siamo pagliacci», la risposta di Matarrese.
Ergo, la battaglia proseguirà e si concluderà nel prossimo consiglio federale del 18 giugno, quando si andrà ai voti (ieri la questione non era all’ordine del giorno). L’impressione è che alla fine la Lega, dopo aver «digerito» la scelta di Gussoni, dovrebbe averla vinta. Con buona pace di Abete e del ct azzurro Donadoni, che vorrebbero arrivare alle sfide con Francia e Ucraina con un turno in più di campionato.
«Quest’anno prima della sosta azzurra si giocheranno due partite e non una, come avveniva di solito - ha spiegato Galliani -. Inoltre, Inter e Roma avranno già disputato la Supercoppa italiana, il Milan quella europea e la Lazio i preliminari di Champions. Crediamo che la nostra sia la soluzione migliore, anche perchè siamo venuti incontro alle esigenze dei giocatori per le vacanze di Natale. Iniziare il 19 è un problema di marketing, in quel periodo anche il più disperato è in vacanza, la gente è al mare. Non vogliamo certamente fare un dispetto a Donadoni». Che comunque avrà a disposizione anche un’amichevole dell’Italia il 22 agosto.
In attesa del 18 giugno, ieri è arrivata l’elezione di Gussoni a vice presidente vicario, una carica di rappresentanza che scadrà tra meno di un anno. Le altre due poltrone di vice sono andate a Demetrio Albertini (Aic) e Carlo Tavecchio (Lega D). Con l’assenza dei rappresentanti della Lega, usciti dalla sala prima della votazione («nessuna mancanza di rispetto a Gussoni, ma ritenevamo che quel posto spettasse a noi», ha spiegato Galliani) e l’astensione dell’Assocalciatori, alla fine è risultato decisivo il voto favorevole di Macalli. «Nella pre riunione avevo dichiarato che per motivazioni politiche non l’avrei votato - svela il presidente della C - ma era emerso che le altre componenti erano d’accordo su Gussoni. Poi in Consiglio mi sono accorto che c’erano dei distinguo: c’è chi usciva, chi si asteneva. A quel punto io, sostenitore di Abete, per non creare problemi al presidente ho scelto Gussoni. E se si fosse votato a scrutinio segreto, forse sarebbe stato impallinato».