Il campione che ha già battuto 2 volte la sfortuna

La storia di Equinox Bi sembra presa da un romanzo strappalacrime perché, proprio quando sembrava esserci il classico lieto fine, il nostro eroe è finito nelle mani di una banda di sequestratori. La sua mamma, la straordinaria campionessa yankee Personal Banner, muore nel darlo alla luce l’11 marzo 2001. L’orfanello, mezzo cieco, viene affidato per cinque mesi ad una fattrice-balia che lo svezza amorevolmente. Recuperata completamente la vista, il puledrino a 18 mesi inizia ad allenarsi per il debutto in pista che avviene il 24 luglio 2003 a Treviso con una promettente vittoria. Ben presto Equinox Bi diventa uno dei più forti rappresentanti della generazione: il 9 luglio del 2004, a San Siro, stravince il gran premio Nazionale con il piglio del fuoriclasse e si presenta al Derby da grande favorito. La cattiva sorte è però in agguato: Equinox si azzoppa per un serio guaio ad un ginocchio. Viene ricoverato presso la clinica Equitecnica di Parma diretta dal celebre dottor Orsi che gli estrae, dopo un complicato intervento, un grosso chip (cartilagine che si stacca) dal ginocchio destro. Il cavallo «miracolato» torna all’attività agonistica soltanto due anni dopo, nel febbraio 2007, e dimostra presto di avere una tempra d’acciaio ricominciando a vincere alla grande. Dopo un successo straordinario nel gran premio Unire a San Siro, il proprietario Mauro Biasuzzi decide di tentare il grande passo negli States. Nel classicissimo «Nat Ray» al Meadowlands di New York, Equinox Bi è battuto soltanto da Corleone Kosmos, il più forte trottatore in attività, e trotta alla fantastica media di 1’09“4. Subito dopo compie un’impresa unica conquistando due fantastici successi in Canada dove si prende la rivincita su Corleone Kosmos e irrompe di prepotenza nella leggenda del trotto. Il resto è cronaca nera.