Il campione ligure Fognini a Parigi si arrende solo alla sfortuna

Solo un infortunio è riuscito a piegare Fabio Fognini che, in questa edizione del Roland Garros, si era presentato in una forma strepitosa. Dopo l'impresa del passaggio degli ottavi il tennista ligure, da pochi giorni ventiquattrenne, ha dovuto alzare bandiera bianca a seguito di una distrazione di primo grado al retto femorale terzo superiore. Abbandonata la terra rossa francese Fognini è così rientrato in Italia senza giocare i quarti contro Novak Djokovic per cui si era qualificato. «Per un calciatore si parlerebbe di uno stop di tre mesi - ha detto il medico dello staff azzurro Pierfrancesco Parra - i medici del torneo, con cui ci siamo riuniti dopo l’ecografia, parlano di uno stop di 15-20 giorni. Noi speriamo siano di meno». Novak Djokovic, attuale numero 2 al mondo ed in procinto di diventarne numero 1, approda così direttamente in semifinale.
A testimoniare l'impresa che l'azzurro ha compiuto è il fatto che l’ultimo italiano a raggiungere i quarti nel tabellone maschile al Roland Garros era stato Renzo Furlan nel 1995, mentre l'ultimo azzurro ai quarti di uno Slam era stato nel 1998 Davide Sanguinetti a Wimbledon. Un risultato che comunque permetterà ora a Fognini di entrare nei primi 35 del mondo, consentendogli di essere testa di serie in diversi tornei. «Sono contento perché ho raggiunto un obiettivo - ha detto Fognini - Sono stati dieci giorni davvero belli ed esaltanti per me, voglio conservare queste sensazioni, curarmi bene e tornare presto». Negli ottavi, in una partita durata 4 ore e 22 minuti, aveva superato il numero 38 al mondo, lo spagnolo Albert Montanes, in cinque set con il punteggio di 4-6, 6-4, 3-6, 6-3, 11-9. Proprio durante il decisivo set Fognini ha accusato l'infortunio che lo ha costretto a giocare quasi da fermo, tanto da dover richiedere l'intervento del fisioterapista. Stoico è andato avanti ed ha vinto, nonostante l'ironia di parte del pubblico francese. «Il pubblico è così – risponde il ligure - un po' sta per te, un po' per l’altro. Io ero infortunato per davvero, non ho fatto scena e la mia decisione di abbandonare lo conferma. Quello che valgo l’ho dimostrato in campo».
Fabio Fognini è nato a Sanremo il 24 maggio del 1987, ma risiede con la famiglia ad Arma di Taggia dove ha tirato i suoi primi colpi di tennis a soli quattro anni di età. Ad averlo a battesimo, infatti, è stato il circolo sotto casa, l’Amatori Tennis Armesi, con il coach Massimiliano Conti che lo ha seguito fino a quando ha raggiunto i quattordici anni. Già da subito ha mostrato doti da fuoriclasse, divenendo numero 8 nella categoria giovanile, un ranking che ha preceduto il titolo di campione europeo under 16 nel 2003 a Vienna. Due anni dopo, con le vittorie di due tornei future a Murcia e a Bergamo, si è qualificato per il primo torneo Atp della sua carriera a Palermo. La consacrazione però è giunta nel 2007 con tre finali challenger a Santiago del Chile, Sanremo e Furth, con gli ottavi di finale raggiunti in tornei del circuito maggiore a Kitzbuehel e a Montréal, e con la qualificazione per il Roland Garros.
Conosciuto per il suo dritto ed il rovescio a due mani, spesso supera nel servizio i 200 chilometri orari. Diplomato in ragioneria, è appassionato anche di calcio, tifa per il Genoa e per l'Inter. Ha numerosi fans, soprattutto ad Arma di Taggia, che gli curano il suo sito fabiofognini.it. «Questo è stato comunque il miglior torneo della mia carriera, ma è stato più saggio ritirarmi per l'infortunio – conclude Fognini - Non scendere in campo mi costa tantissimo ma alla fine è la soluzione migliore». Il campione di Arma di Taggia spera di poter recuperare in tempo per Wimbledon, in programma tra due settimane: «Ora andrò a Montecatini per riprendermi dall'infortunio. Wimbledon non è compromesso». Più che una promessa sembra essere un avvertimento agli avversari.