«Campioni» a Rapallo, il sogno. Proibito

Imperia ci aveva provato ma con poche speranze: Mediaset era pronta a scegliere nei dintorni di Portofino

Silvia Pedemonte

Una sconfitta sul filo di lana. Che brucia. Perché significa perdere, in un sol botto, il programma che è una ventata d'aria fresca fra i reality televisivi e, allo stesso tempo, la migliore pubblicità possibile per la cittadina che lo ospita, con tanto di trasmissioni in diretta e servizi speciali. Il sogno che sembrava realtà, per la Liguria, si infrange: la seconda edizione di «Campioni-Il Sogno» fa le valigie e sbarca lontano: lo sprint finale si corre fra Città di Castello, Viareggio e Maranello. Les jeux sont fait. E la Liguria resta a guardare (in tv) la bella presentatrice Ilaria D’Amico.
Per chi si fosse perso nel mare delle «voci di corridoio», un riepilogo è d'obbligo. Martedì 17 maggio 2005: i liguri Lorenzo Spagnoli (classe 1980, di Sarzana) e Christian Arrieta (che della Lanterna ha le partite in rossoblù, ma di nascita è americano), insieme al napoletano Fabio Borriello trionfano nella prima edizione di «Campioni-Il sogno», il reality di Italia Uno voluto dall'intuizione di Pier Silvio Berlusconi e ben presto capace di stellari share televisivi. Insomma: mentre i tre partono per i ritiri precampionato di Juve (Spagnoli), Inter (Arrieta) e Milan (Borriello), mentre il Cervia si gode la promozione in serie D, inizia quello che potrebbe essere davvero il Sogno, per la nostra regione: ospitare la seconda edizione del reality. Fra le candidate Forte dei Marmi, Bari, una possibile riconferma di Cervia e mille altre ipotesi ancora, fra tutte le città insomma che lottano per contendersi l'assegnazione della seconda edizione del programma, sbucano fuori le rivierasche. Santa Margherita, Rapallo, perfino Imperia: ci credono, le tre liguri. Lo vogliono, le tre liguri.
E se, delle tre possibilità, l'outsider Imperia nasce e si esaurisce sulle pagine dei giornali, le altre due ipotesi, Santa e Rapallo, si fanno più consistenti. Giorno dopo giorno. Voce dopo voce. Fino a quel verdetto, che brucia. Che non ha ancora l'ufficialità Mediaset («bisogna aspettare ancora un paio di giorni» spiegano dalla produzione), ma in quel sigillo-parola definitiva in cui è inutile sperare. Perché gli addetti ai lavori, sanno che la Liguria è tagliata fuori.
Hanno visto e rivisto Francesco «Ciccio» Graziani, in questi giorni, gli abitanti di Città di Castello: confermato come allenatore anche per la seconda edizione, Graziani sta valutando le strutture presenti nella cittadina umbra, la cui squadra, con 41 punti, non è arrivata ai play-off per un soffio, battuta da quel Pontevecchio dove la favola da allenatore, per Serse Cosmi, cominciò. E, poi, ci sono le parole del segretario della squadra umbra, Alvaro Sabbioni, che non lasciano dubbi: «siamo in pole position con Viareggio e Maranello - afferma Sabbioni - ma la candidata numero uno è Viareggio, che sta facendo i play off per approdare in serie D. In caso di vittoria, il Viareggio si autoeliminerebbe dalla candidatura a sede del programma. A nostro favore». Bisogna aspettare almeno domenica, allora (con il ritorno dei play-off del Viareggio, appunto). Anche se ben poco cambia, per la Liguria.
E se i vertici di Rapallo e Santa Margherita incassano nel nome del silenzio, con una partita che fra Ezio Armando Capurro, sindaco di Rapallo e Claudio Marsano, primo cittadino di Santa, finisce zero a zero nel nome del «spiacente, non sono al corrente di nulla: meglio chiedere agli Assessori competenti», sono tanti quelli che si rammaricano per l'occasione persa.
«Rapallo si è subito mostrata entusiasta della candidatura - spiegano dall'amministrazione comunale - ma ha dovuto subito illustrare una importante problematica: l'insufficienza dei campi. Al “Macera”, infatti, sono appena iniziati i lavori di copertura, dopo anni di attesa, che termineranno a ottobre. Con il campo principale fuori uso, privi di altre strutture d'appoggio, spuntarla era davvero difficile».
Impossibile, d'altro canto, l'unione fra Santa e Rapallo per fare approdare Campioni in Liguria. «A dire la verità, la possibilità di aggiudicarsi in coppia il programma non è mai stata presa in considerazione - spiega Francesco D'Alessandro, presidente del Rapallo Ruentes - siamo stati scartati, per un solo motivo: in città mancano le strutture sportive adeguate. Per un programma del genere, servono come minimo 2.000/2.500 posti a sedere: noi, certo, non possiamo offrirli. E questo ha frenato i rapporti instaurati inizialmente con entusiasmo da Mediaset». E se il sindaco di Rapallo Capurro va a braccetto per una volta con il sindaco di Santa, Marsano, in una non-reazione, D'Alessandro non ci sta: «È l'ennesima occasione persa, per Rapallo. Perché con Mediaset ci saranno nuovi contatti, il prossimo anno. Ma intanto, noi siamo qui: a contare quante volte abbiamo perduto importanti ribalte solo perché le nostre strutture sportive sono del tutto inadeguate».