«In campo per dimostrare che siamo i più forti Come faceva la Juventus»

nostro inviato ad Appiano Gentile
Come prenderla? Con un sorriso, a profilo basso, invitando alla calma, cancellando il passato, ricordando il presente, omaggiando spudoratamente gli avversari? Mancini l’ha presa come spera la prenderà l’Inter. Riassume lui: con lo spirito dei forti. Sottolinea anche: «Noi non abbiamo portato via i giocatori alla Juve, semmai le abbiamo copiato il carattere, quello che l’ha resa forte e vincente in tutti questi anni. Il famoso spirito della Juve, che ha sempre giocato per essere la più forte. Oggi anche l’Inter è così: gioca pensando di essere forte, gioca con uno spirito battagliero». Punto e a capo, basterebbe che l’arbitro fischiasse. Fosse per l’allenatore, il riassunto di una partita, di un’attesa, magari di un campionato, è tutto qui.
Mancini, Juve-Inter vale tre punti e basta?
«Certo, salvo qualcuno non abbia cambiato il regolamento».
Tradizione e tutto il resto?
«Appunto, è una partita importante da cento anni e credo sarà importante anche stavolta».
Vincere a Torino cosa significa?
«La possibilità di continuare a restare soli al comando, sapendo che le prossime 8-9 gare sono difficili. Costretti a vincere sempre per restare in testa».
Vigilia difficile, quelli della Juve imputano all’Inter le loro disgrazie...
«Non credo sia colpa nostra. Io spero non accada nulla, che juventini e interisti vadano allo stadio solo per veder la gara. Noi pensiamo a giocare e vincere. Sottolineo: non c’entriamo con gli strascichi del passato, con quello che è successo l’anno scorso».
L’anno passato era una serie A senza Juve. Vi è mancata?
«Non mi è mancato nulla in particolare, ma al campionato sono mancati giocatori straordinari, che non avevano colpa di quanto successo. Abbiamo perso un po’ di spettacolo».
Ibrahimovic rischia di essere fischiato...
«Normale quando uno lascia una squadra: c’è chi continua ad amarlo e chi lo vede in modo diverso».
Però Ibra e Vieira, presi alla Juve, sono serviti alla crescita dell’Inter...
«Le grandi squadre si costruiscono passo dopo passo, inserendo grandi giocatori. Noi stavamo costruendo qualcosa d’importante e i due ci hanno dato sicuramente un aiuto».
Juve e Inter hanno attaccanti molto forti, saranno loro a fare la differenza?
«Effettivamente gli attacchi sono molto forti. Trezeguet mi sembra stia benissimo. Ma siamo pronti a giocare anche contro le tre punte».
Preoccupato dopo l’arbitraggio di Napoli-Juve?
«No, l’arbitro può aver sbagliato, ma fa parte del gioco».
Due anni fa, Moggi imperante, non era così tranquillo...
«Lo ero meno. Ma visto quanto è successo, credo che tutti fossero meno tranquilli».