IN CAMPO E IN TRIBUNALE

Il senatore Castagnetti interrompe la seduta a Palazzo Madama in difesa dei rossoblù

(...)nella nuova sede l’intera squadra per congratularsi per l’avvenuta promozione, ha preferito glissare sull'inchiesta che sta coinvolgendo il presidente Enrico Preziosi.
Tutti zitti, quindi, mentre i pm continuano le indagini, l’Italia guarda con attenzione alle sorti del vecchio Grifone, e l’ultima moda sembra invece essere quella di seguire voci e illazioni, qualche volta anche senza fondamento.
Insomma da fuori si fa a gara per prendere il posto del Genoa e addirittura c’è il Napoli che, giocando con una serie di combinazioni, spera, non si sa bene in che modo avendo perso i play off, di finire magicamente in serie B.
Stranezze del calcio ma nel frattempo la Genova che conta preferisce glissare. E così a portare il caso in Parlamento ci ha dovuto pensare il senatore di forza Italia Guglielmo Castagnetti che ha sollecitato Pericu a prendere posizione: «Il sindaco di Perugia - afferma Castagnetti - vuole per la sua città la serie A e dà per scontata la condanna del Genoa a ritornare in serie B. La cosa non meraviglia se consideriamo che sino ad oggi le sole notizie che sono circolate su questa torbida vicenda sono state le soffiate artatamente e dolosamente sfuggite al riserbo del procedimento penale. Non meraviglia dunque se il primo cittadino di Perugia si unisce al coro mediatico giudiziario dei colpevolisti. Meraviglia, se mai, il silenzio del Sindaco di Genova di fronte ad un attacco così pesante e premediatico alla città al suo buon nome e ai suoi interessi economici».
L’intenzione di Castagnetti è ovviamente quella di ottenere una risposta dal primo cittadino genovese ma anche tentare si sollevare il «caso Genoa» in Parlamento.
Il senatore di Forza Italia infatti nei giorni scorsi aveva già proposto tre interrogazioni e ieri ha nuovamente preso la parola (qui a fianco il suo intervento) chiedendo una risposta da parte del ministro dei Beni Culturali, del ministro della Giustizia e delle Attività Produttive.
Va bene il sindaco ma anche il neo presidente della Regione Claudio Burlando, un genoano doc (e questa rappresenterebbe un’«aggravante») che si era impegnato anche per tentare si salvare la società quando tre anni fa si trovava sull’orlo del fallimento e rischiava di non iscriversi al campionato di serie B, ha preferito non esporsi sulla vicenda che sta coinvolgendo la società ligure. Una mancanza di tutela, secondo la Genova rossoblù, soprattutto adesso che inizieranno gli interrogatori a Roma da parte dell’Ufficio Indagini della Figc, l’organo decisamente più temuto dai tifosi visto che, qualunque decisione verrà presa, ricadrà direttamente sulla squadra e sul futuro del club che, dopo dieci anni di sofferenza era riuscito a raggiungere la serie A al termine di un glorioso campionato di vertice.
Il sindaco di Perugia, sempre secondo Castagnetti, non ha attaccato soltanto la Genova genoana ma «l’intera città e il suo buon nome» ed è per questo che Pericu dovrebbe prendere una posizione chiara sulla vicenda.
Così non è stato, almeno fino a oggi, ma prima o poi le istituzioni dovranno dire da che parte stanno.
Nel frattempo gli altri si sono attivati per affossare il vecchio Grifone, magari dimenticando che in passato altre squadre sono state coinvolte in scandali che, a differenza di quello rossoblù, sono già passati al vaglio della magistratura e la sentenza era stata di condanna.
Fino a prova contraria invece il Genoa non ha commesso alcun reato e qualcuno, forse, dovrebbe prendersi l’onere e l’onore di ricordarlo.

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