Al campo nomadi di Tor Vergata arrivano le ruspe

A via di Salamanca sono arrivate le ruspe. L’intervento coordinato del Comune e della polizia Municipale è arriva proprio all’indomani del nostro articolo sull’insediamento rom a Tor Vergata e sui problemi da questo causato a cittadini, studenti e docenti. L’appello del presidente dell’VIII municipio è stato insomma raccolto. L’operazione, portata a termine ieri, ha permesso di rimuovere 45 roulotte della comunità dei «Calderari». L’area è stata così riconsegnata ai romani.
Ma, come spesso accade per gli sgomberi, la comunità in questione ha annunciato di essersi solo spostata (dopo accordi con la prefettura e i vigili urbani), nei pressi del parcheggio adiacente il centro commerciale «Carrefour», a qualche centinaio di metri da dove erano stati cacciati. Lo comunica Aldo, il rappresentante della comunità rom Calderari. Secondo il portavoce in questi quattro mesi in cui erano stati trasferiti dal Campo Boario da dove erano provenienti non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. «Capisco che l’area di via Salamanca fosse privata e destinata ad altri usi - aggiunge - ma spero che si trovi con le istituzioni una soluzione definitiva dove possiamo accamparci».
Plaude all’intervento del Campidoglio Fabio Sabbatani Schiuma de La Destra che però chiede altri urgenti sgomberi: «Dal 9 giugno ho richiesto questo intervento assieme al consigliere municipale Augusto Caratelli e al dirigente provinciale Nicola Franco. Apprezziamo lo sgombero di via Salamanca ma sollecitiamo quello del campo abusivo di via Boccabelli, all’incrocio con via Laurentina, dove ogni giorno il deposito della Trambus, la direzione dell’agenzia delle entrate, il palazzo Vodafone e alcuni centri commerciali sono bersaglio di scippi e piccoli furti nelle auto. Su via Boccabelli il nostro portavoce nel Municipio 12, Stefano Ambrosetti, ha raccolto 300 firme di accompagno a una petizione popolare che invita Alemanno a procedere allo sgombero». Non regge più - chiude - la filastrocca che i campi abusivi non possano essere sgomberati prima della fine del censimento dei rom».
Uno sgombero equiparato a un «Gioco dell’Oca» e per questo forse inutile secondo Luigi Camilloni, presidente del’Osservatorio Sociale. «Questo inutile gioco dell’oca va fermato ma soprattutto bisogna essere chiari una volta per tutte - denuncia - serve un referendum sui rom e sull’immigrazione clandestina e i continui sgomberi e reinsediamenti ne sono la prova provata. Un referendum per non essere tacciati di razzismo, viste anche le critiche internazionali che l’Italia ha subito di recente, ma soprattutto perché è la soluzione più idonea così eviteremo di cimentarsi in sterili e inutili dibattiti per i prossimi anni, al pari di tanti altri soliti dibattiti tipicamente italiani che non sono approdati a niente».