Tra Campodonico e i doriani è finita a baci e abbracci

Si sono trovati di fronte a un giudice di pace, di nome e di fatto ed è finita «a tarallucci e vino». Si è conclusa con una stretta di mano la querelle tra Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe (polizia penitenziaria», nonchè portavoce di 300 sampdoriani), e il professore e politico socialista Peo Campodonico, che in una trasmissione televisiva in cui i tifosi della Sampdoria festeggiavano il ritorno in A aveva detto: «Ho fatto un sogno, mi piacerebbe che ripristinassero i vecchi binari che trasportavano la rumenta alla Volpara, e far salire su quel treno i doriani, con destinazione Mathausen». Molti supporter blucerchiati avevano definito quelle dichiarazioni «apologia di reato». Si passava alle carte bollate. Campodonico reagiva con una denuncia per diffamazione. Ieri il giudice, prima di iniziare il processo invitava le parti alla conciliazione. «Che hanno convenuto - dice il legale di Campodonico, avvocato Andrea Martini, di sottoscrivere un documentro congiunto di condanna di ogni forma di razzismo e persecuzione degli ebrei, anche perché Martinelli ha preso atto che si è trattato di un malinteso e che mai Campodonico, con 30 anni di militanza socialista, avrebbe potuto pronunciare quella frase». Il documento sarà pubblicato nel «giorno della memoria».