Campodonico mette in campo la squadra «azzurra»

Mentore Campodonico, ovvero «Una persona per bene», recita lo slogan della coalizione di centrodestra che lo sostiene alle elezioni comunali di Rapallo. Tanto per bene. Forse troppo, per alcuni, in una campagna politica che dura oramai da mesi e coi toni sempre accesi. Anzi, infiammati da accuse e attacchi anche personali da parte di alcuni aspiranti alla poltrona di primo cittadino. E lui, Campodonico, sempre corretto, educato fino all'eccesso. Ma mercoledì sera, al cinema Grifone di Rapallo, Campodonico ha sfoderato l'artiglieria pesante.
Prima con la presentazione della lista di Forza Italia: un elenco di 20 nomi, candidati al consiglio comunale, scelti con cura dal direttivo di Forza Italia e dallo stesso Campodonico.
«La migliore lista che Forza Italia abbia mai presentato a Rapallo», ha assicurato Roberto Bagnasco, portavoce regionale del partito e sindaco rapallino per due mandati consecutivi prima di Ezio Armando Capurro. Quasi tutti volti nuovi della politica, ma rapallini conosciuti e affermati. Medici (Salvatori Alonghi, Andrea Cardone, Claudio Gramegna, Maria Maccario, Roberto Spelta), imprenditori (Carlo Bagnasco, Maria Biancardi, Alessandro Gatti, Fabio Mustorgi, Giancarlo Solimano, Mario Valentino), professionisti (Eugenio Brasey, Domenico Cianci, Elena Lavagno, Franco Parodi, Stefano Pecchioni, Davide Zerega), senza dimenticare un ingegnere chimico (Marcella Mancini) e il pallanuotista Luca Vettorello. Capolista una delle poche riconferme: Domenico Cianci. Uno dei personaggi più amati della politica rapallina. Tanto che Cianci - che ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio comunale durante l'amministrazione Bagnasco - è risultato il più votato anche nel 2004 (con ben 724 preferenze), l'anno della vittoria di Capurro.
Ma Campodonico non si è limitato a rendere nota la squadra. È intervenuto anche sulle «tante bugie e falsità» che circolano in città. Nel mirino è finito, neanche a dirlo, il principale animatore della politica rapallina degli ultimi due anni: Capurro e «i suoi pretoriani». Come Mauro Barra («che il 4 ottobre lo ha sfiduciato e subito dopo si è accordato per una poltrona»), Maurizio Roncagliolo («testimone del rinnovamento») o Agostino De Vincenzi, «protagonista della più agguerrita manifestazione contro il Puc approvato dall'ex sindaco» (e recentemente bocciato dal Tar in merito all'Hotel Savoia, ndr). E poi ci sono le questioni della piscina, del nuovo Macera, del fronte mare e del tunnel di Santa Margherita che non sono mai stati realizzati. Mentre il ponte di via Betti e il dragaggio del Boate sono da attribuirsi il primo all'amministrazione precedente che l'ha deliberato, e il secondo alla Provincia.
Opere rivendicate invece dall'ex sindaco che dopo aver vinto le elezioni comunali nel 2004 al ballottaggio per un pugno di voti, è stato sfiduciato dopo appena due anni dallo stesso consiglio comunale. «Un record negativo in tutta la Liguria; da quando c'è l'elezione diretta del sindaco non era mai successo che una persona durasse così poco sulla poltrona di primo cittadino», commenta il senatore Luigi Grillo, presente alla presentazione della lista insieme ai massimi vertici del partito: i coordinatori regionale e provinciale Michele Scandroglio e Giovanni Boitano, la candidata alla presidenza della Provincia Renata Oliveri. Mentre tra i parlamentari oltre a Grillo è salita sul palco la deputata Gabriella Mondello.