Camporosso, il sindaco chiede a Monti di ridurre le accise

Il prezzo della benzina è alle stelle e ha toccato ormai cifre astronomiche per gli automobilisti dello stivale. Nell'estremo ponente ligure si fa di necessità virtù, se per un litro di super senza piombo si chiede circa 1,758 euro e un litro di diesel costa circa 1,665 euro, la soluzione è quella di attraversare il confine e arrivare nella vicina Mentone dove la benzina ha ancora dei prezzi «ragionevoli». I distributori di carburante della città dei limoni sono letteralmente presi d'assalto dagli automobilisti italiani che trovano vantaggioso rifornirsi oltralpe. Nella vicina Francia i prezzi nelle aree di servizio sembrano dare un po’ di sollievo, visto che le cifre non superano 1,6 euro se non di poco. In particolare nella già citata Mentone nei primi distributori oltre frontiera, il prezzo della benzina verde per litro è di 1,590 euro di media. Ad esempio, all'Intermarché di Mentone nei pressi del casello autostradale la benzina Super 98 costa euro 1,619 al litro, mentre la Super 95 ha il prezzo di euro 1,579 al litro. Il gasolio per riscaldamento costa euro 1,299 al litro, mentre il gasolio per auto costa euro 1,427 al litro. A Nizza, appena usciti dall'autostrada, c'è un distributore in cui un litro di benzina verde costa 1,475 euro. Guidando verso Monaco e percorrendo la strada au bord de mer, è raro leggere cifre sopra 1,650 euro al litro. Insomma gli aumenti del governo Monti fanno disperare gli italiani, i quali riscoprono l'italica peculiarità dell'arte di arrangiarsi, così «e i francesi ci rispettano...» come con il «Bartali» di «contiana» memoria.
Così il sindaco di Camporosso, in Provincia di Imperia, ha deciso di non fermarsi solo a guardare il via vai dei pendolari oltre confine. E ha scritto al presidente del Consiglio Mario Monti per chiedergli di ridurre le accise nazionali per l’acquisto del carburante nei territori di confine, in modo da evitare che la riduzione della domanda di acquisto sul territorio nazionale si traduca in una penalizzazione «del nostro territorio provinciale di periferia e di confine, già fortemente provato in campo occupazionale. Inevitabili altrimenti saranno le ricadute sulle attività produttive e sul lavoro».