Campus e servizi: la rivincita della Bovisa

Roberto Bonizzi

«Da polo industriale a nuovo serbatoio della società dei servizi. Dalla produzione alla conoscenza». Si può sintetizzare con le parole di Giulio Ballio, rettore del Politecnico di Milano, la trasformazione della Bovisa, quartiere storico oggi in evoluzione. Proprio la Bovisa è il tema al centro della tredicesima puntata di «Conoscere Milano», la serie di guide sulla città inaugurate nel 2002 dall’assessore allo Sviluppo del territorio, Gianni Verga.
Il quartiere è stato racchiuso in un volume che ne racconta storia passata, presente di cambiamenti e futuro di sviluppo. «Grazie al Politecnico - spiega Verga - si è messa in moto la trasformazione della Bovisa. E l’ateneo è stato un attore preponderante dei mutamenti, con molti progetti in atto e cantieri ancora aperti». Facoltà di architettura e ingegneria al posto delle vecchie fabbriche, il campus Durando nella struttura della «Ceretti & Tanfani», i laboratori di La Masa sull'insediamento di «Brogli-Izar» e «Origoni». Ma non solo. «Da un anno - prosegue l'assessore - abbiamo assistito all'apertura del nuovo passante ferroviario: il quartiere, prima isolato, si è aperto ulteriormente alla città diventando più accessibile. E per il futuro stanno arrivando il museo del Presente nell'area degli ex Gasometri, la nuova sede dell'Accademia di Brera in via Durando e l'istituto Mario Negri insieme agli alloggi per gli studenti fuori sede».
In occasione della presentazione della guida sono state organizzate, in collaborazione con Politecnico e Aim, associazione interessi metropolitani, visite guidate ai laboratori dell'università (sabato, dalle 9.30 alle 16.30). «Sarà possibile conoscere meglio la realtà della Bovisa», dice Pier Giuseppe Torroni.
«Noi siamo in via Durando dal 1989 - spiega il rettore del Politecnico Ballio -. È stata una scelta sofferta, ma abbiamo deciso di contribuire al recupero di una zona che tanto aveva dato allo sviluppo di Milano nel secolo scorso. Nel prossimo futuro trasferiremo nell'area di via Lambruschini anche la facoltà di ingegneria gestionale. E speriamo che contemporaneamente crescano all’interno del quartiere anche le offerte di servizi per i nostri 11mila studenti, che arrivano ogni giorno da tutta la Lombardia».