Un campus italo-cinese: Shanghai prende lezioni da Bocconi e Politecnico

Formare una classe dirigente internazionale con doppia laurea, capace di rispondere alle esigenze dei due Paesi e con una forte esposizione a entrambe le culture. È questo l’obiettivo del Campus italo-cinese inaugurato ieri a Shanghai dal presidente del Consiglio Romano Prodi - che nello stesso ateneo è stato insignito del titolo di professore onorario -, e dal ministro dell’Università e della Ricerca Fabio Mussi. Alla cerimonia ha partecipato anche il sindaco di Milano Letizia Moratti che da ministro dell’Istruzione aveva avviato l’iniziativa. Il Campus vede già in aula un centinaio di studenti cinesi impegnati a seguire le lezioni tenute in lingua inglese da docenti sia italiani che cinesi. Nel progetto sono coinvolte sei università impegnate nei settori dell’economia (Bocconi e Luiss per l’Italia e Fudan per la Cina) e dell’ingegneria (i Politecnici di Milano e Torino e la Tongjì). «Il progetto del nuovo campus italo-cinese - ha spiegato Attilio Oliva, amministratore delegato e vicepresidente esecutivo della Luiss - si innesta proprio nel quadro della formazione di una classe dirigente internazionale in grado di gestire gli interscambi economici e commerciali e di rispondere alla domanda del mondo imprenditoriale che chiede sempre più giovani brillanti con una preparazione a dimensione globale».