Camusso non molla: "Il Cav se ne vada ora" La Fiom all'attacco: il 21 otto ore di sciopero

A fermarsi venerdì 21 per otto ore i lavoratori Fiom della Fiat e delle aziende legate alla componentistica, per una manifestazione nazionale che si terrà a Roma. Per il segretario Landini "un'occasione per unificare le lotte"

Il leader della Cgil, Susanna Camusso, attacca il presidente del Consiglio e dal palco della manifestazione degli statali e dei lavoratori della scuola chiede le sue dimissioni immediate. "Non ci rassegnamo a vedere il nostro paese espropriato da chi pensa che mantenere il suo potere è un elisir di lunga vita - ha detto Camusso - non ci stiamo più. Se ne vada ora, perché ogni giorno che passa il paese ha un problema in più". 

Otto ore di sciopero, venerdì 21 ottobre. Otto ore in cui la si fermeranno i lavoratori Fiom del gruppo Fiat e delle aziende legate alle componentistica, per una manifestazione nazionale che si terrà a Roma. I delegati Fiom al Lingotto hanno accolto all'unanimità la proposta, che veniva dalle segreteria, sintetizzata dal segretario nazionale, Giorgio Airaudo, in mattinata. "Siamo tutti consapevoli dell’importanza di questa decisione e del suo significato - ha detto il leader della Fiom Maurizio Landini - in questo contento proclamare uno sciopero del gruppo e della componentistica con una manifestazione a Roma è importante. Non possiamo sbagliare".

Il segretario nazionale Landini ha sottolineato il fatto che da lunedì ci sarà la massima attivazione della Fiom per ottenere il consenso sulla piattaforma dello sciopero e "la riuscita della manifestazione". E sulla fuoriuscita di Fiar da Confindustria ha detto che la scelta del LIngotto "rischia di peggiorare le condizioni di lavoro», e porta con sè anche il riscio di un «disimpegno industriale dell’azienda nel nostro Paese». A Landini non sono evidentemente bastate le rassicurazioni fatte qualche giorno da da John Elkann. La posizione di Landini sulla vicenda è chiara. Per il segretario nazionale non è affatto vero che senza Fiat Confindustria sarà sempre la stessa, così come non è vero che non porterà cambiamenti interni all'azienda, ma anzi comporterà "una modifica sostanziale dei sistemi dei rapporti e delle relazioni".