«Una canaglia: non basta un anno di galera»

da Briançon

«È stata una mazzata tremenda, non doveva farmi una cosa del genere: mi ha tradito». Giancarlo Ferretti è un uomo vinto. Con la voce rotta dalla rabbia e il morale sotto le scarpe, il team manager della Fassa Bortolo parla a stento di questo nuovo «caso Frigo». Nuovo, perché a causa di questo corridore, il tecnico romagnolo era già stato costretto a masticare amaro. «Cosa posso dire? Tanto per incominciare che ho sbagliato, e poi che Frigo è una canaglia e non è sufficiente nemmeno un anno di galera per fargliela pagare. La mia colpa è quella di aver rischiato, offrendo a Frigo una seconda possibilità dopo l'errore che aveva commesso quattro anni fa quando era stato fermato in maglia rosa al Giro d'Italia. Gli ho offerto una seconda chance, ho convinto tutto il mio gruppo a riaccoglierlo, confesso che il suo viso d'angelo mi aveva convinto. Corridori come lui vanno allontanati non solo dal ciclismo, ma anche dal bordo delle strade. È un farabutto». È un fiume in piena, Giancarlo Ferretti. «Non ci voleva - chiosa - proprio adesso che siamo qui a lottare per chiudere accordi di sponsorizzazione importanti con aziende multinazionali che potrebbero investire nel ciclismo, ma adesso? Cosa diciamo a queste aziende adesso?».
Adesso la situazione è grigia, per non dire nera. Questa tegola ha il peso di un macigno e potrebbe schiacciare definitivamente le residue speranze della Fassa Bortolo, alla ricerca disperata di un partner milionario, per poter andare avanti. Alessandro Petacchi, il velocista più forte del pianeta, sta aspettando da mesi, ma i suoi procuratori (i fratelli Carera) sono all'opera ormai da alcune settimane. Tante le ipotesi: T-Mobile, ma soprattutto Domina Vacanze. Oggi rientra in Italia Gian Luigi Stanga, team-manager della Domina e domani s'incontreranno a Bergamo con i legali del vincitore della Sanremo e con quelli del team di Preatoni che vorrebbe rinforzare la squadra e garantirsi così le prestazioni del velocista più forte del mondo. Ferretti, dal canto suo, deve fare a sua volta una volata alla Petacchi per mettere le cose in chiaro prima che sia troppo tardi, prima che altri si assicurino le prestazioni del suo pupillo. Ma la «tegola» Frigo ha maledettamente complicato le cose.