Canalis: "Il cinema? Grande sfida ma la televisione è il mio habitat"

Esce venerdì <em>La seconda volta non si scorda mai</em>, il suo primo film da protagonista: &quot;Sono un avvocato in carriera e abiti castigati&quot;

Roma - Chiede libertà dal conosciuto, l’avvocato Fiorito. Perché è possibile cambiare noi stessi a qualunque età, non in un lungo periodo di tempo, ma istantaneamente. Per cui, camicie candide abbottonate fino all’ultima asola sottogola, capelli ravvivati con estrema cura, occhiali da vista discreti e via, Elisabetta Canalis recita, sul grande schermo, la parte di una giovane leguleia tutta studio e impegno, sempre in aula avvocati a ripassar le carte. Così la vedremo, da venerdì, nel film di Francesco Ranieri Martinotti, La seconda volta non si scorda mai. Dove lei, la velina mora (classe 1978) più amata di Striscia la notizia, recita da coprotagonista con il comico napoletano Alessandro Siani, andando sulle orme di tutte le belle (Charlize Theron insegna), che per farsi perdonare i favori di Madre Natura, si mortificano, imbruttendosi addirittura. Più magra del solito, in perfetta tenuta hippy-chic, Eli mangia qualche patatina bollita, si fa un mezzo panino col prosciutto, beve acqua minerale senza gas e scuote gli orecchini in maglia argentata, come pesciolini pendenti dai lobi. «Mangio le verdure, soltanto se frullate: da piccola, ero la disperazione dei miei», dice la showgirl col diploma del liceo classico in tasca.

Cara Elisabetta Canalis, è vero che ha lottato con la produzione, per tenersi le camiciole abbottonate?
«In realtà, l’ho spuntata io. La mia Ilaria Fiorito, avvocato in carriera, porta felpe di colore grigio. Magari, infilate alla meglio su t-shirt scollatine. Però...».

Però?
«È che non rinnego la mia fisicità. Per il mio lavoro, ho dovuto usare certe carte e le ho usate. Né mi pento dei calendari, o di altro. Ho sempre lavorato sia sull’avvenenza fisica sia sull’intelligenza. Anche perché, ce n’è di belle più di me!».

Dopo Suor Gabriella, nel Decamerone di De Laurentiis e dopo Natale a New York di Neri Parenti, ora ha un ruolo di maggior rilievo, al cinema. Intraprende la carriera d’attrice?
«È una bella sfida, che voglio raccogliere. Del resto, per Controcampo ultimo minuto non ho fatto lo stesso? Sandro Piccinini voleva una donna sexy, che non si limitasse a scaldare la sedia. E ha avuto me!».

Eppure, Giampiero Mughini, da esperto di calcio, la invita spesso a tenere la bocca chiusa...
«Gli piacerebbe! Invece, io non rinuncio a dire la mia. Le trasmissioni di calcio, finora, facevano stacchi soltanto su bambole prive di favella».

E adesso?
«Da brava sassarese cocciuta, ho avuto ragione io: si può avere un look accattivante e non essere sciocche. Collo alto batte scollo a V uno a zero! Comunque, sono rassegnata: in Italia, se valgo cinque, devo dimostrare di valere dieci».

In La seconda volta non si scorda mai è una single, divisa tra esigenze di lavoro e cure materne, dedicate alla figlioletta. Quanto a spirito materno, come sta messa?
«La scena in cui la bimba piange, perché ha la febbre, ed io la prendo in braccio, l’abbiamo dovuta rifare un sacco di volte: non è venuta subito. Sembra strano a dirsi, ma per esprimere l’atteggiamento materno, ho dovuto pensare al mio cagnolino Piero. È un pincher molto intelligente, una cosina che cullo come fosse un bambino».
Ha recitato anche nella nuova edizione di Carabinieri, su Canale 5.

Un’esperienza da ripetere?
«Spero proprio di sì. La televisione è il mio habitat naturale. Quanto al cinema, si vedrà: per adesso, provo a smarcarmi dall’etichetta di bellona sexy e basta. Mi mandano anche copioni teatrali: però, ad essere sinceri, il teatro mi annoia».

Quali progetti ha per il futuro?
«Innanzitutto, ho giurato a me stessa di non perdere tempo con uomini e storie sbagliati. Essendo della vergine, mi piace molto pianificare, ma anche fare la mossa del cavallo, all’improvviso. Magari pianto tutto, provini, copioni, campagne pubblicitarie e apro un chiringuito ai Caraibi».