Il Canbastardo ci morde le caviglie

Una vita da nihilista vissuta «dalla parte sbagliata»; un’incrollabile coerenza nel difendere le proprie idee. Questo è Cesare Ferri, con le sue commedie, con l’ultimo romanzo Una sera d’inverno e questo pamphlet L’età del Canbastardo (Editrice Barbarossa, pagg. 113, euro 11) unito oggi al precedente Caos. «Dicono sia fondamentale tenersi in piedi in un mondo di rovine - sostiene Ferri - ma non ci sono rovine in giro. Le rovine hanno una loro dignità, rimandano ad una tragedia. Io mi vedo circondato da putridume maleodorante». Non sembri snobismo, ché Ferri non fa sconti neppure a se stesso, sputandoci in faccia la propria visione del mondo. In cui ai falsi idoli d’oggi si contrappongono Plutarco, Céline, Verlaine, e un passato che non può e non vuole diventare presente.