CANCELLATO IL «PORTO DI MESSINA»

Costava, in media, 225mila euro l’anno: 1.700 al mese per il presidente, 850 per il suo vice, 550 per i dodici consiglieri di amministrazione, più lo stipendio dell’unico dipendente e di alcuni consulenti. Costava soltanto, e non rendeva. E d’ora in poi non costerà più. Perché la giunta della Regione Sicilia guidata dal presidente Raffaele Lombardo (nella foto) ha deciso di mettere una pietra sopra ad un emblema degli sprechi della politica nell’Isola, l’Ente porto di Messina, cancellandolo. Un ente inutile, del tutto. Nato 57 anni fa, 12 membri del Cda più presidente e vicepresidente, un solo dipendente, ormai aveva l’unico compito di svolgere sei riunioni l’anno, una ogni due mesi. Su cosa è un mistero, visto che le sue competenze sono state assorbite dall’Autorità portuale. Anni di soldi buttati al vento, per un carrozzone che non aveva ragione di esistere.