«Cancelleremo la legge sugli aiuti ai rom»

Marcello Chirico

Tavoli di discussione, sì. Fondi, no. Anzi: mai più, perché l’articolo di legge che prevede questi contributi verrà presto abrogato. Questa la posizione della Regione sull’emergenza nomadi, bubbone scoppiato in tutta la sua problematicità dopo gli atti di violenza sessuale delle scorse settimane e che ora sta investendo da vicino (e dividendo) Comune e Provincia di Milano. Con quest’ultima che propone la convocazione di un tavolo per definire una strategia collegiale.
Un invito al quale la Regione ha fatto già recapitare la propria disponibilità. «Siamo pronti a sederci attorno a un tavolo - ha confermato ieri l’assessore alla sicurezza, Massimo Buscemi - basta che siano presenti anche i sindaci dell’hinterland. Perché chi governa il territorio deve poter fare delle scelte che, sebbene impopolari, sono utili». Vedi appunto l’apertura di altri centri di permanenza temporanea. Quelli che in Puglia il governatore Vendola vorrebbe chiudere e che invece, in Lombardia, vengono assolutamente sponsorizzati da Fi. «Mi chiedo - spiega proprio Buscemi - come possono fare le forze dell’ordine a rimandare gli immigrati nel loro Paese se si fa come dice Vendola. La Lombardia è una delle poche Regioni ad avere questi centri sul proprio territorio: è giusto che anche le altri rispettino però la Bossi-Fini».
La posizione del Pirellone è però chiara: sì ai centri, no invece ad altri campi nomadi come Capo Rizzuto o Triboniano. E per impedire che i Comuni o chi per essi chiedano alla Regione nuovi finanziamenti per strutture di questo tipo, l’amministrazione lombarda vuole essere chiara fin da subito: non verranno messi più a disposizione fondi per questo tipo di interventi. E a confermarlo è l’assessore all’Urbanistica Davide Boni: «La disponibilità a sedersi attorno a un tavolo per trattare del problema non è in discussione - dice il leghista - anche se la nostra posizione è diametralmente opposta a quella della Provincia. Innanzitutto per ciò che riguarda i fondi regionali, per i quali ribadisco la mia assoluta contrarietà a renderli disponibili per costruire nuovi insediamenti e villaggi per i nomadi, sottraendo risorse alle fasce più disagiate della popolazione lombarda. La nostra prima proposta ad un eventuale tavolo istituzionale sarà invece un censimento regionale dei rom presenti sul territorio».
Quindi Boni riconferma quanto già annunciato in anteprima al Giornale una settimana fa, e cioè che è allo studio da parte dei propri uffici «l’integrale abrogazione della legge 77/89», quella appunto sui nomadi. «Al massimo - aggiunge l’assessore - potremo tenere in vigore la parte riguardante la tutela dei minori, ma butteremo sicuramente nel cestino l’articolo 8, quello che concede contributi ai Comuni per la realizzazione dei campi di sosta. Siano le amministrazioni civiche a decidere se vogliono alleggerire le loro casse per creare disagi ai propri cittadini, la Regione di sicuro non può avere normative che incentivano la creazione di questi villaggi».
E non è finita qui: confermata pure l’intenzione di mettere mano alla nuova legge in materia urbanistica, all’interno della quale «sarà mia cura - dice sempre Boni - prevedere una serie di paletti che limitino, frenino, fino al punto di scongiurare definitivamente l’esistenza dei campi rom».
D’accordo con la Lega pure An, che col capogruppo Roberto Alboni condivide lo stop ai finanziamenti per i campi nomadi. «I danari dei nostri contribuenti vanno destinati a loro. Quindi, diciamo sì al rifinanziamento della legge sulla famiglia e no a ulteriori fondi per la legge 77/89, come chiede la Provincia. Nulla in contrario alla convocazione di un tavolo istituzionale, ma basta con l’elemosina: si prepari piuttosto un progetto preciso che garantisca sicurezza».
Ma i Ds regionali hanno già pronta una interpellanza urgente, che presenteranno in consiglio, con la quale chiedono il mantenimento dei fondi e l’istituzione di una Consulta regionale sul nomadismo all’interno della legge 77/89 «perché - spiega uno dei firmatari, Franco Mirabelli - il centrodestra non ha messo sulla questione nomadi né idee, né soldi a disposizione di un progetto che potesse evitare disagi a tutti». Appello firmato anche da Maria Grazia Fabrizio della Margherita.