La Cancelliera che sogna un mercato euroamericano

Il primo atto di Angela Merkel nel suo ruolo di Presidente di turno dell'Unione Europea (e del G8) è stato quello di proporre agli Stati Uniti un allineamento delle regole dei rispettivi mercati. I media hanno derubricato la notizia come negoziato tecnico. In realtà il cancelliere tedesco persegue una prospettiva ben più ambiziosa: la costruzione di un mercato unico euroamericano che abbia come conseguenza una strategia comune di influenza degli affari globali. Cerchiamo di capire e valutare.
Gli attori geopolitici reagiscono alle situazioni, sulla base di interessi nazionali concreti, più che perseguire visioni. Merkel sta facendo le prime prove di ri-convergenza atlantica per tre priorità. Essere spalleggiata da Washington per contenere l'aggressività (ricatto energetico) del riemergente impero russo. Ottenere un accordo euroamericano che favorisca il mantenimento del modello economico ad alti costi di fronte alla concorrenzialità crescente del sistema produttivo asiatico. Diventare il partner privilegiato di Washington e così rinforzare la leadership di Berlino, secondarizzando Parigi e Londra. Dopo la passività di Schröder e la concentrazione sui problemi interni di Kohl, la Germania di Merkel si è rimessa in moto e fa grande politica estera. Con la riservatezza che si usa quando si fa sul serio. Per esempio, i media non si sono accorti, oltre che del vero negoziato in corso con gli Usa, che Germania e Russia hanno siglato nei mesi scorsi una sorta di nuova Yalta che lascia Ucraina, Bielorussia e Moldova a Mosca in cambio di un compromesso sui prezzi dell'energia. La cosa è stata comunicata come decisione di fissare i confini orientali della Ue per concentrarsi sulla strutturazione interna europea. C'è anche questo, ma il vero motivo è stato l'altro, oltre alla scusa per lasciare fuori la Turchia dalla Ue. Come dovremmo noi valutare in Italia queste novità? Da un lato, tutto ciò che mescola meglio America ed Europa è interesse nazionale italiano. Ma, dall'altro, dobbiamo stare attenti a tutelare i nostri interessi. Per noi è conveniente includere il più possibile la Russia, nonché la Turchia, nel perimetro occidentale per motivi di mercato e strategici. Soprattutto, dobbiamo vigilare affinché il negoziato tra Ue ed Usa sulla convergenza delle regole di mercato (finanziarie, legali, ecc.) venga a vantaggio anche della nostra economia. E nell'Europa guidata da Berlino non è certo che tali nostri interessi saranno soddisfatti. Ma la questione richiede una definizione del nostro interesse nazionale in modo molto più ampio. L'integrazione di Europa e Stati Uniti è la priorità storica assoluta per formare un'alleanza di scala economica e militare grande abbastanza per imporre «standard occidentali» ad un sistema globale dove emergono nuovi poteri globali (Cina) e regionali (potenze islamiche) con culture politiche e tecniche divergenti che rischiano di minarne la stabilità. Il problema è che l'America è ormai troppo piccola per mantenere da sola in ordine il pianeta. La soluzione è che l'Europa si unisca nello sforzo formando con la prima un «nucleo occidentale» poi capace di integrare per magnetismo altre grandi democrazie, quali Giappone, India e, pur semidemocrazia, Russia. In tal modo si formerebbe un'area delle democrazie con forza militare, economica ed energetica maggiore di quella delle non-democrazie, quindi in grado di condizionare le seconde. Tale prospettiva ha come punto di avvio la convergenza economica euroamericana. Non sarà facile realizzarla per l'indisponibilità statunitense ad accettare vincoli e per l'antiamericanismo francese, pur attutito, nonché quello di parte della popolazione europea. Per questo raccomando che l'Italia aiuti attivamente il progetto della Germania e che la definizione del nostro interesse venga ricalibrata in base ai vantaggi di fondo. Chiedo agli esponenti italiani del Partito popolare europeo di aprire un'iniziativa di supporto. Bibliografia: chi è interessato ad approfondire i dettagli tecnici dello scenario di convergenza euroamericana potrà trovarli nel mio libro La grande alleanza, nelle librerie a fine gennaio.
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