Cancello chiuso all’«International school»

Niente primo giorno di scuola per i bambini dell’«International school» di Roma nel quartiere Parioli. A causare il disservizio, sembra, un contenzioso tra la società proprietaria dell’immobile, la Confraternita di Sant’Antonio da Padova e la direzione della scuola. La vicenda è cominciata un anno fa dopo che il complesso edilizio aveva suscitato l’interesse di un immobiliarista romano. E così, ieri mattina, la brutta sorpresa per gli alunni della scuola. Cancello chiuso a causa della mancanza di luce e acqua. Sono intervenuti sul posto i carabinieri del comando Parioli ma hanno solo potuto prendere atto della situazione e inviare un’informativa alla magistratura che ha poi deciso di aprire un fascicolo ipotizzando il reato di interruzione di pubblico servizio.
La «Roma International school» ha insegnanti anglosassoni, conta 400 bambini, tra italiani e stranieri e segue il sistema didattico britannico dai 3 ai 13 anni includendo asilo, elementari e medie. L’istituto ha, inoltre, inglobato al suo interno la scuola materna paritaria fino a pochi mesi fa gestita dalle suore dell’Assunzione. I genitori, riunitisi in assemblea spontanea, hanno chiesto l’intervento del prefetto Achille Serra e del vicariato di Roma affinché intervenga sulla Confraternita di Sant’Antonio da Padova per risolvere la situazione. «Ci aspettiamo - hanno poi aggiunto - che i nostri figli non debbano subire altri traumi oltre a quello di aver mancato il primo giorno di scuola. Contiamo sulla sensibilità del prefetto e del sindaco».
Molto delusi i bambini che, dopo aver chiesto spiegazioni hanno deciso di indirizzare al Papa e al sindaco due lettere. «Caro Papa Benedetto XVI siamo i bambini dell’“International school” - si legge nella prima - oggi doveva essere il nostro primo giorno di scuola, avevamo preparato gli zaini e aspettato con ansia. Ma quando siamo arrivati ci hanno detto che non potevamo entrare perché non c’era né luce né acqua e ci hanno detto che erano stati i preti e le suore a non volerci far entrare perché vogliono vendere la scuola a un signore che vuole fare degli appartamenti nelle nostre aule. Noi che faremo? Sappiamo che vuoi bene ai bambini e che sei il capo di tutti i preti e di tutte le suore. Ci puoi aiutare? Vorremmo anche noi iniziare la scuola come tutti gli altri bimbi».