Cancro al polmone, un test del sangue per scoprirlo

Milano Da un semplice prelievo di sangue la diagnosi di un tumore al polmone, identificato fino a due anni prima di quanto sia possibile utilizzando la Tac spirale, il più avanzato degli strumenti diagnostici oggi a disposizione.
Il test, che riesce anche a discriminare fra tumori destinati a restare latenti con sopravvivenza al 100% e tumori destinati al contrario a uno sviluppo aggressivo, è stato messo a punto all’Istituto dei Tumori (Int) di Milano da un gruppo di ricerca guidato da Gabriella Sozzi e Ugo Pastorino, ma passeranno altri due anni prima che sia disponibile ai pazienti.
La scoperta è di tale rilievo che l’Int ne ha già avviato il processo di brevettazione. Grazie all’analisi di campioni di sangue raccolti da oltre 6.000 forti fumatori, monitorati per cinque anni - molti dei quali già inseriti in un programma per la diagnosi precoce del tumore al polmone con Tac spirale - i ricercatori hanno dimostrato che tutti coloro che nel corso di questo periodo hanno sviluppato il tumore del polmone avevano valori alterati di particolari microRNA, alterazioni visibili già due anni prima che la Tac spirale fosse in grado di identificarle.
Ma l’aspetto forse più rilevante di questo studio sta nel fatto che questa tecnica è capace di valutare il grado di aggressività del tumore, cosa che non è possibile con la Tac spirale (che costa 5 volte di più): nelle lesioni più gravi, infatti, i microRNA nel sangue hanno particolari alterazioni e nelle forme meno aggressive caratteristiche diverse ma altrettanto precise. «Almeno la metà dei tumori identificati con questa tecnica - spiega Pastorino - sono destinati a restare latenti, con buona prognosi e 100% di sopravvivenza del paziente. Mentre la Tac spirale non fa differenze e prelude al trattamento per tutti». A giugno, annuncia Gabriella Sozzi, partirà col nuovo test uno studio prospettico. Coinvolgerà per 5 anni 1.000/2.000 forti fumatori, parte già esaminati alla Tac spirale e parte no.
Il tumore del polmone è ancora oggi la prima causa di morte per cancro, con 1,35 milioni di nuovi casi ogni anno nel mondo, di cui l’85% mortali entro 5 anni dalla diagnosi; in Italia miete 35 mila vittime l’anno. Nell’85% dei casi è legato al fumo di sigaretta.