Il candidato del centrodestra ricominci a «battere» le alture

(...) competizione elettorale in quanto erano state presentate da firme false o inesistenti.
Fu un episodio che mise in grande difficoltà la cosiddetta «partitocrazia» che, nonostante la struttura organizzativa, i consistenti finanziamenti dello Stato, i legami non solo ideologici con i sindacati, banche, cooperative rosse e bianche, giornali di vario colore, rischiò di andare sotto dinanzi all’offensiva politica di un semplice cittadino senza particolari meriti e senza appoggio di natura economica da parte di nessuno come il sottoscritto.
Molte teste avrebbero dovuto cadere nella nostra città, sia a destra che a sinistra, invece non successe nulla ed il Comune genovese continuò ad essere governato con i soliti metodi clientelari caratteristici della sinistra, sempre in attesa di corposi finanziamenti da parte dello Stato.
Sono passati dieci anni e la situazione della città è sempre la stessa, almeno da parte del centro-destra, che non è in grado di mettere in campo un uomo conosciuto e capace in tempo utile al fine di organizzare una campagna elettorale vera, andando anche nelle delegazioni periferiche, dove ci sono decine e forse centinaia di migliaia di voti, non tutti necessariamente destinati al centro-sinistra.
Basta con la scusante che a Genova sono tutti comunisti, basta con le riunioni allo Starhotel, al Plaza ed al Palazzo Ducale!
Che il neo candidato ricominci a «battere» i quartieri alti, nel senso delle alture, dove abitano tantissimi cittadini privi di ogni comfort, che non richiedono altro che vedere qualcuno del centro-destra che si occupi dei loro problemi ...