Il candidato dei comunisti fa paura a Penati

Rifondazione, Pdci e Lista Fo puntano su Massimo Gatti: ex Ds e
Ambrogino d’oro, capace di erodere consensi al Pd Passo indietro di
Giansandro Barzaghi. Il presidente uscente intanto promette: «Mai più
alleato con falce e martello»

Si chiama Massimo Gatti e ha un curriculum di tutto rispetto l’uomo che la sinistra radicale vuole mettere in campo per sfidare Filippo Penati. Consigliere provinciale della Sinistra democratica (costola fuggita dal seno dei Ds), ha appena annunciato il passaggio alla Lista Fo, una delle forze politiche alleate con Rifondazione e Comunisti italiani nella sfida all’attuale presidente della Provincia. Tanto per dare un’idea delle credenziali, Gatti può vantare persino un ambrogino d’oro per meriti ambientali. L’onorificenza del Comune di Milano gli è stata assegnata nel 2006 dal sindaco Gabriele Albertini per aver fatto parte del team che ha realizzato «a tempo di record» i depuratori di Nosedo, san Rocco e Peschiera Borromeo.
La coalizione per un’altra Provincia metropolitana, sostenibile e solidale mette insieme partiti comunisti, liste civiche e anche qualche ambizione verde. «Siamo tanti soggetti che non si rassegnano al degrado ambientale di Milano e alla deriva culturale prodotta dalle destre, e che non si sentono rappresentati dalle politiche del presidente penati» spiegano in una nota. Alla conferenza stampa di presentazione della coalizione e della proposta di candidato presidente parteciperanno tra gli altri Basilio Rizzo, capogruppo della Lista Fo a Palazzo Marino, Francesco Francescaglia, segretario provinciale del Pdci, e Antonello Patta, segretario provinciale del Prc, Giuseppe Landonio, esponente della Sinistra democratica in consiglio comunale, Giorgio Riolo, dell’Associazione culturale Punto Rosso. «Ma si tratta di una lista civica aperta, anche ad altri gruppi e altre proposte di candidatura» spiegano dall’organizzazione.
La decisione arriva dopo il passo indietro di Giansandro Barzaghi, assessore provinciale all’Istruzione ed esponente del Prc milanese, appena uscito dalla giunta Penati: «Annuncio la mia non disponibilità alla candidatura per garantire la massima unità della coalizione di un’ampia area della sinistra».
Insomma, una scelta per evitare una caratterizzazione troppo “comunista” e sinistrorsa della lista decisa a sfidare Penati erodendo consenso non solo dalla sinistra cosiddetta antagonista.
«Mai più con i comunisti. Non ho paura di fare la fine di Veltroni, falce e martello sono simboli della cultura del ’900 che oggi non ha più ragione di esistere» fa sapere intanto, intervistato da Telereporter, il presidente uscente della Provincia di Milano, Filippo Penati. E promette: «Nel caso di una mia vittoria non ci sarà nessun tipo di accordo con le forze comuniste, lo escludo fermamente».