Il candidato si sceglie il tema

I concorsi al ministero dei Beni culturali si fanno con i temi a piacere. E guai a ipotizzare altre bizzarie, tipo domande decise da una commissione. A ricordare come devono andare le cose sono stati i sindacati. In particolare la Uilbac ha proclamato lo stato di agitazione perché qualcuno, in occasione di un concorso per il passaggio di 1.682 candidati da un’area a quella superiore, ha osato mettere in discussione l’assioma: il colloquio finale «non prevede il sistema delle domande chiuse nelle buste», ma «temi e argomenti indicati dai singoli candidati». E la selezione? Roba d’altri tempi. Il concorso serve solo a dimostrare «l’esperienza professionale» che i dipendenti sicuramente già hanno. Tutti e 1.682.