Il cane «Che» fiuta i rapitori: arrivano dall’autostrada

È stato il Che, un Australian Kelpie del nucleo cinofilo di soccorso di Fidenza, a capire che i rapitori che hanno portato via giovedì sera Tommaso Onofri sono arrivati a piedi dalla vicina autostrada. A raccontarlo è il responsabile tecnico del nucleo specializzato in ricerca di persone scomparse, Paolo Villani. Il cane infatti ha fiutato le tracce dell'uomo che ha ingaggiato la colluttazione con Paolo Onofri e le ha seguite fino alla rete metallica che separa la campagna dal percorso dell'autostrada A/1, che corre a circa 150 metri dalla casa degli Onofri a Casalbaroncolo. La tecnica che ha permesso l'individuazione della traccia si chiama «scriminazione olfattiva». Al cane, un maschio di sei anni, i cinofili hanno fatto annusare il maglione che Paolo Onofri indossava al momento dell'aggressione, su cui c'era, oltre ovviamente all'odore del padre di Tommaso, anche quello del rapitore. Il cane poi è stato spinto, attraverso dei «rinforzi» (incitamenti, e piccoli premi alimentari) a individuare e seguire solo le tracce del rapitore abbandonando quelle dei percorsi seguiti da Paolo Onofri. E quelle tracce portano fino all'autostrada, dove, si può ipotizzare, probabilmente i rapitori avevano lasciato una macchina. È stato ritenuto poco utile cercare esclusivamente tracce del bambino perché data l'età era stato sicuramente portato in braccio. Dopo l'individuazione fatta dal Che, la prova è stata rifatta anche con un altro cane e ha dato il medesimo esito. I cani poi hanno fiutato anche tracce dell'uomo che ha portato via Tommaso, sempre secondo Villani, vicino alla casa degli Onofri dove si può ipotizzare che si sia nascosto chi ha fatto sopralluoghi attorno alla casa della famiglia.