Il cane di Moratti mette fuorigioco i ladri

Sabato notte, mentre si festeggiava il centenario, un uomo ha cercato di entrare nell’abitazione del presidente dell’Inter. Il figlio 23enne Giovanni sente il meticcio abbaiare, corre fuori e spaventa lo sconosciuto sul tetto

E adesso fioccheranno le battute del tipo «a difendere la porta di Moratti ci sono solo dei cani» e nessuno in casa neroazzurra potrà ribattere. Perché effettivamente l’altra sera c’è stato un tentativo di intrusione non nell’area ma nell’appartamento del patron dell’Inter. E ovviamente non era un centroavanti di sfondamento ma un banale ladruncolo. Colpo sventato dal cane che ha iniziato a ringhiare mettendo in allarme il figlio Giovanni. Tutto è finito nel migliore dei modi perché il ragazzo è andato a verificare cosa stesse succedendo e il malvivente, vistosi scoperto, se l’è data a gambe levate.
Manca poco a mezzanotte, piazza Duomo è ancora un tripudio neroazzurro per il centenario dell’Internazionale nata il 9 marzo 1908 da una costola del Milan. Una secessione dovuta al fatto che una parte della vecchia dirigenza rifiutava l’ingaggio di giocatori stranieri e da qui anche il nome. «L’unica cosa buona fatta dai cugini rossoneri», commenterà mezzo secolo dopo Peppino Prisco, indimenticabile vicepresidente.
La giornata di festeggiamenti era iniziata nel migliore dei modi: successo sulla Reggina, poi la sfilata delle vecchie glorie, giocatori e allenatori. Quindi l’intervento a sorpresa di Adriano Celentano che duetta con il patron Moratti. Infine tutti in centro a festeggiare tra palloncini, canti e megatorta.
Altro clima in via Bigli dove abitano Massimo e Milly Moratti insieme ai figli, tra i quali Giovanni, 23 anni. Il ragazzo era rimasto a casa per accudire il meticcio Lillo, portato debitamente fuori a una certa ora. Ed era appena rientrato quando il fido quadrupede ha iniziato a ringhiare in direzione della portafinestra. Giovanni Moratti si è insospettito ed è uscito in terrazzo a controllare. Giusto il tempo di vedere un’ombra filare veloce tra i tetti. Un’occhiata agli infissi, vistosamente forzati, e l’arcano veniva presto spiegato: si trattava proprio d’un topo d’appartamento che, evidentemente a conoscenza del domicilio dei Moratti e della festa che avrebbe dovuto tenere lontano tutta la famiglia, ha tentato il colpo gobbo.
Il giovane ha chiamato il 113, sono arrivate le volanti, ma del ladruncolo ormai più nessuna traccia, vistosi scoperto mica stava ad aspettare le guardie. Gli agenti hanno comunque dato un’occhiata in giro, nella speranza l’ignoto visitatore avesse lasciato qualche indizio, ma il balordo, da vero professionista, non sembra aver lasciato la minima traccia. Certo: vista l’emergenza in difesa dell’Inter in vista della gara di Champions con il Liverpool, acciaccati Samuel, Cordoba, Maxwell, Chivu, squalificato Materazzi, l’allenatore Mancini potrebbe ora fare un pensierino e arruolare tra i «mastini» neroazzurri anche l’arcigno Lillo.