Il cane rapito dai talebani diventa un eroe

A partire dal sequestro Lindbergh, proseguendo attraverso quello di Peter Weinberger, per arrivare a quello più recente di Farouk Kassam, numerosi sono i kidnapping (sequestri di minori) che hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso e sono assurti agli "onori" della cronaca internazionale. Il Times di ieri svela i risvolti, finora ignoti, di un altro sequestro, sarei tentato di scrivere "di persona", anche se l’oggetto del furto è dotato di una fluente coda e quattro solide zampe. Molti ricorderanno la recente storia dell'australiano Sabi, il Labrador nero antibomba, dato per disperso in azione, dopo un combattimento in Afghanistan avvenuto oltre un anno fa. Arruolata nelle Forze Speciali della Nato, Sabi non era stata mai dimenticata dai soldati e soprattutto dal suo istruttore che hanno rispettato una delle loro regole base: nessun soldato sarà abbandonato a se stesso. Sabi non ha fatto eccezione.
Fino a pochi giorni fa sapevamo che Sabi, labrador di quattro anni, era stata casualmente trovata dai soldati americani tra le montagne dell'Uruzgan, proprio all'interno del territorio talebano, dove era sopravvissuta per oltre un anno grazie alla sua intelligenza. Riportata in patria, Sabi ha ricevuto una speciale onorificenza dal generale Stanley McChrystal, comandante delle truppe in Afghanistan e dal primo ministro australiano Kevin Rudd, sotto lo sguardo commosso del tenente Donaldson, veterano di guerra e suo istruttore.
La realtà però è un tantino diversa da come ci è stata raccontata. In effetti, molti si erano chiesti come aveva fatto, la pur intelligentissima e superaddestrata Sabi, a eludere per un anno i talebani e a sopravvivere in quella terra dimenticata da Dio e dagli uomini. Semplice, ci racconta il Times. È stato un kidnapping. In altri termini, con ogni probabilità, Sabi è stata sequestrata dai talebani. Alcuni anziani di una tribù vicina ai talebani sostengono che gli australiani sapevano dove, più o meno, si trovava Sabi e, a un certo punto, hanno arrestato il padre del sequestratore, orchestrando poi lo scambio "cane per padre". Khadeeg Rakim, il governatore della regione meridionale dove era tenuta Sabi, ha confermato che il cane era in ostaggio presso un comandante talebano di nome Mullah Amdullah. Qui le versioni divergono. Alcuni afgani affermano che gli australiani hanno fatto sapere, tramite una radio locale, di essere pronti allo scambio degli ostaggi. Al rifiuto di Amdullah i soldati avrebbero ugualmente liberato il padre, come segno di buona intenzione. Secondo la versione di un diplomatico olandese, Martine van Bijlert, Amdullah avrebbe negoziato sulla base di una ricompensa valutata in 20.000 dollari, a sua volta rifiutata dagli australiani che avrebbero offerto al talebano non oltre un po' di argent de poche (pochi spicci).
Il giochetto del talebano stava diventando troppo pericoloso e i soldati australiani diventavano ogni giorno più nervosi. Ecco come è stata "casualmente trovata " Sabi.