IL CANESTRO È ROTTO

Volevano decisioni, volevano il caos ed ecco accontentato il mondo del basket in subbuglio: ieri il consiglio federale presieduto da Fausto Maifredi, «disertato» da consiglieri come Troncarelli, Mattioli, Smiroldo, Barnaba, Ragazzi, che non hanno presentato le dimissioni promesse, ha deciso di escludere dalla serie A le squadre di Napoli e Capo d'Orlando, società che non avevano la documentazione in regola per l'iscrizione al campionato (ritardo od omissione dei pagamenti Enpals), ha deliberato - accettando la richiesta del Coni - di ridurre, per la serie A, a 3 i giocatori extracomunitari e a 3 gli atleti europei Fiba per il biennio 2009-2011 e a 2 più 4 europei Fiba nel biennio 2011-2013, imponendo, come chiesto dal Coni, per il prossimo campionato, la presenza nei campionati nazionali, di almeno 6 giocatori formati nei vivai italiani, quindi non inferiore al 50%.
Non ci saranno ripescaggi come ha dichiarato Fausto Maifredi il professore di matematica che guida la federazione dal 1999, mai apparso così deciso, ma anche così debole come in queste giornate, dopo il flop della Nazionale, nelle qualificazioni europee anche se tutti sanno che i colpevoli del disastro hanno tante facce e nomi ben conosciuti, in vista delle elezioni del marzo 2009. Il presidente ha fatto sapere che la decisione è stata presa all'unanimità anche se il consigliere Di Lorenzo, napoletano, rappresentante degli allenatori, non ha partecipato alla discussione e al voto, aggiungendo anche che sarà la Lega, stranamente silenziosa fra le cime tempestose dell'obbligo dei 6 italiani, a dover risistemare il calendario ora che la serie A, come volevano in tanti, è stata ridotta a 16 squadre. Francesco Corrado, presidente dell'organizzazione societaria e consigliere federale, sembra deciso a ridisegnare la stagione nella prossima settimana, togliendo, si pensa, i quattro turni infrasettimanali previsti. Bufera totale anche perché ora le due escluse si appelleranno alla camera di conciliazione del Coni con pochissimo tempo a disposizione.
Il presidente di Capo d'Orlando Sindoni ha subito fatto sapere che comunque la sua squadra si presenterà in campo a Cantù e allora prepariamoci al caos totale anche se le motivazioni della esclusione dal mondo professionistico, con possibilità di ripartire magari in una serie inferiore, come accadde quando fu fatta fallire la Virtus Bologna, sembrano chiare come ha detto Maifredi: «Per quanto riguarda Napoli sono stati presentati documenti falsi e quindi non c'erano i requisiti per l'ammissione, mentre Capo d'Orlando non ha effettuato i pagamenti nei tempi previsti». A questo si aggrappa appunto Capo d'Orlando che non vuole essere agnello sacrificale per chi non voleva un torneo a 17 squadre.
Ieri poteva anche essere l'ultimo giorno di Carlo Recalcati come commissario tecnico, ma il presidente federale ha aggirato l'ostacolo, in attesa delle mosse dei congiurati che nell'assemblea dei comitati regionali presieduta dal veneto Eugenio Crotti nella prima settimana di ottobre potrebbero chiedere la sfiducia, il commissario e presentare proprio l'allenatore milanese come candidato alla presidenza contro Maifredi e l'altro candidato ufficiale Prandi. Ci fosse stato il licenziamento sarebbe stato tutto automatico, ci fossero state le dimissioni del tecnico, che intanto vorrebbe lasciare il ruolo di guida del Comitato Nazionale Allenatori, sarebbe stato tutto chiaro, ma ora il presidente federale vuole solo parlare con l'allenatore che ha un contratto in scadenza dopo gli europei del 2009 in Polonia, ammesso che l'Italia trovi l'ultimo posto sul trenino.