Il canguro Appleby nel «Mercedes» fa un salto triplo

L’australiano si aggiudica per la terza volta consecutiva il prestigioso «Championship» contro un coriaceo Vijai Singh

Mario Camicia

D’ora in poi lo chiameranno «il re di Kapalua», Stuart Appleby, il trentacinquenne australiano che per la terza volta consecutiva ha vinto il Mercedes Championship torneo di apertura della stagione americana sul tracciato del Plantation Course sull’isola di Maui nelle Hawaii. Una vittoria - la settima in carriera - che ha fruttato all’australiano un milione e 80mila dollari (montepremi totale 5 milioni e 400mila dollari) e già sin d’ora l’invito alla prossima edizione del Mercedes, torneo riservato unicamente ai vincitori di una prova del Tour americano nel corso della stagione precedente. Delle tre vittorie del «re di Kapalua» questa è stata sicuramente la più sofferta anche se ai nastri di partenza mancavano pezzi da novanta quali Tiger, Mickelson, Goosen ed Els. Ma ci ha pensato il numero due al mondo, Vijai Singh, a rendere la vita difficile ad Appleby che sembrava abbastanza sicuro del fatto suo dopo esser riuscito a mettere due colpi di distacco tra sé ed il campione Open degli Stati Uniti Michael Campbell al termine delle prime 54 buche; con Jim Furyk a tre lunghezze, Lucas Glover a quattro e Vijai Singh e Sergio Garcia addirittura distaccati di 6 colpi. C’è voluto uno scatenato Singh per mettere in difficoltà Appleby, un Singh che su dei green ultraveloci è riuscito nelle ultime 18 buche a dare il meglio di sé girando in 66 colpi - per un totale di meno 8 per il torneo -, che gli permetteva di superare di un colpo Appleby quando all’australiano mancavano ancora due buche da giocare. C’è voluta a questo punto la prodezza di un birdie alla 18 per riportare l’australiano in parità e permettergli di difendere il titolo in play off con il campione delle Fiji. Ed ancora una prodezza, alla stessa 18, prima buca del play off, ha coronato Appleby «re di Kapalua»: un’uscita millimetrica dal bunker oltre il green che ha sfiorato la buca e l’eagle per fermarsi a 30 centimetri dalla buca stessa, mentre Singh spediva sulla destra il putt per il birdie e doveva accontentarsi di inaugurare la sua stagione 2006 con una piazza d’onore. Al terzo posto Jim Furyk, distaccato di quattro colpi, precedeva Vaugh Taylor e Michael Campbell, mentre Lucas Glover chiudeva al sesto posto davanti a Sergio Garcia che perdeva terreno girando in 75 colpi ed usciva anche dalla ristretta rosa dei giocatori sotto il par per il torneo.
Questa settimana il Tour americano resta - sperando nel sole - alle Hawaii con il Sony Open di Honolulu dove Vijai Singh difenderà il titolo conquistato lo scorso anno.
Il Tour europeo riprenderà invece solo la settimana prossima con l’Abu Dhabi Golf Championship - negli Emirati Arabi - che alla sua prima edizione mette in palio ben 2 milioni di dollari e al quale hanno già dato la loro adesione giocatori del calibro di Colin Montgomerie, Thomas Bjorn, Sergio Garcia, John Daly, Chris Di Marco e lo stesso Vijai Singh.