Cani, aumentano gli abbandoni Arriva la task force dei vigili

Li lasciano legati a un palo. O semplicemente li liberano al parco e poi se ne tornano a casa, da soli. Sono i padroni dei cani abbandonati a Milano. Vanno di fretta perché stanno compiendo un reato penale e non vogliono essere scoperti. Non tutti lo sanno ma è così: la legge 189 del 2004 stabilisce che l’abbandono è un reato punito con l’arresto fino a un anno o con ammenda da mille a 10mila euro.
«Questa è una buona legge - sentenzia Ettore Degli Esposti dell’Enpa -, è giusto che siano previste sanzioni severe ma ci vorrebbe un vero e proprio cambiamento culturale. Inoltre resta il problema dell’individuazione del reato». Come fare a beccare i colpevoli? Il Comune di Milano ha deciso di lavorare in équipe con Polizia la municipale. «Abbiamo appena finito un corso di formazione per 350 vigili di quartiere - spiega il Garante per la tutela degli animali del Comune Gianluca Comazzi - per formarli sulla normativa che tutela gli animali». Ecco un esempio pratico: «La prima cosa da fare - continua Comazzi - è controllare se il cane abbia il microchip così da risalire facilmente al proprietario».
Il problema dell’abbandono non si risolve con la punizione del padrone irresponsabile. Gli esperti parlano di «morte affettiva» per indicare quel fenomeno che coinvolge l’80 per cento dei cani abbandonati: una volta soli, nel giro di 20 giorni muoiono. Chi sopravvive, invece, si aggiunge alle migliaia randagi che popolano le vie della città. Un numero inferiore rispetto a quello dei gatti, stimato attorno al milione. Animali che l’anno scorso hanno contribuito a causare ben 250 incidenti stradali. Scontri che si sarebbero potuti evitare. Come? «Questo è il problema - puntualizza Degli Esposti -. Se un cittadino trova un cucciolo di mattina può chiamare il canile, ma dopo le 15.30, invece, troverà tutti gli uffici chiusi. Non resta che portarselo a casa o provare a chiamare noi che essendo una Onlus non possiamo sostituire il servizio pubblico. In una città come Milano ci vorrebbe un callcenter aperto 24 su 24, o per lo meno fino alle 19.30». Un problema che potrebbe trovare una soluzione entro la fine dell’anno quando aprirà il canile comunale: «Stiamo costruendo un parco canile che, a differenza degli altri che dipendono dall’Asl, faccia riferimento a noi - spiega il Garante -. Sarà in zona Forlanini e avrà un’area di 30mila metri quadrati». Il nuovo parco - promette - offrirà un servizio di assistenza più ampio.
Intanto, chi volesse portare con sé in vacanza il proprio cucciolo può chiamare l’Ufficio diritti animali della Provincia (800992223) e ricevere tutti gli indirizzi di alberghi, campeggi, agriturismi e spiagge dove cani e gatti sono i benvenuti.