Cani in treno, i padroni mostrano i denti e le Ferrovie sospendono il divieto

Sommersi da commenti indignati, minacciati da operazioni di boicottaggio e scioperi a oltranza, spinti dal governo in carica a cercare un compromesso tra le esigenze di igiene dei passeggeri e quelle di trasporto dei padroni, alla fine i vertici di Trenitalia hanno deciso di sospendere l’ordinanza che da oggi avrebbe dovuto impedire ai cani di oltre sei chilogrammi di viaggiare sulle nostre ferrovie. Fine primo round, insomma. Vittoria parziale dei padroni che - è il caso di dirlo - stavolta hanno mostrato i denti. Non solo quelli dei loro amici animali.
«Non abbiamo ritirato l’ordine di servizio, ma abbiamo aderito alla richiesta del sottosegretario di sospendere il provvedimento per cercare una soluzione», ha avvisato Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie, che parla di 15 giorni di sospensione. L’intervento di Francesca Martini, sottosegretario al Welfare - che ieri ha incontrato l’ad di Trenitalia, Vincenzo Soprano, per discutere la questione - ha calmato le acque, almeno per ora. «È stata una decisione di buon senso e di grande intelligenza - ha detto soddisfatta la Martini - che ci fa comprendere come il dialogo renda possibile trovare soluzioni».
Il rischio di ripercussioni era dietro le porte. La Lav, Lega antivivisezione, era già sul piede di guerra e ha annullato all’ultimo momento la protesta indetta per oggi: un invito ai padroni dei quattrozampe a presentarsi alla stazione Termini di Roma accompagnati da cani e gatti per montare su un treno infischiandosene dei nuovi divieti. Solo a Roma sono 470mila, 150mila in tutto quelli che lo scorso anno hanno usufruito del servizio, con l’obbligo (quello tuttora in vigore) di trasportare «i migliori amici» con guinzaglio e museruola.
La trattativa però è ancora aperta. Trenitalia insiste sul fatto che il provvedimento sia congelato per soli 15 giorni, il ministero della Salute sostiene che resteranno in vigore le norme vigenti fino a che non si troverà una soluzione. «Siamo sommersi da lettere di protesta dei passeggeri per la presenza di razze pericolose sui treni, tipo rottweiler, pitbull e simili», ha spiegato Moretti. Eppure il ministero precisa che «i parassiti trovati sui vagoni sono in assoluta preminenza cimici, parassiti che popolano l’essere umano e non il cane».
E al sottosegretario Martini sono arrivati i complimenti di Lav e opposizione. «Dal tavolo tecnico ci aspettiamo un approccio condiviso per trovare azioni non discriminanti e all’altezza di un servizio di trasporto indispensabile, ma che lamenta troppo spesso problemi igienici assolutamente non riconducibili ai pochi passeggeri a quattro zampe che la stessa Trenitalia dichiara di avere». Insomma sono in molti a pensare che sporcizia e zecche siano un problema di Trenitalia prima che dei Pluto di turno e dei loro padroni.