Canile senza medicinali e tagli al cibo per i gatti: «Ci hanno dimenticato»

Il programma elettorale di Pisapia prometteva, nell’ordine: «un pronto soccorso per animali aperto 24 ore su 24, sovvenzioni per anziani e fasce deboli per il mantenimento e la cura del proprio animale». E poi ancora, alla pagina 23, si parlava di campagne educative e incremento delle adozioni. Ecco, non solo non si è ancora visto nulla di tutto questo ma, quel che è più grave, è che nei primi cento giorni di governo si è trascurata totalmente la voce «animali». Rischiando di mandare all’aria il lavoro dei volontari e della giunta precedente. Un esempio? Non c’è traccia della mutua degli animali per la quale la Moratti aveva già messo a bilancio 200mila euro. E questa è stata la prima estate in cui a Milano non è stato appeso nemmeno un manifesto contro l’abbandono dei cani.
A denunciare le gravi mancanze è l’ex garante per la tutela degli animali Gianluca Comazzi, presidente della federazione italiana Benessere animale. «Finora non c’è stato nessun intervento per gli animali - protesta Comazzi - e la situazione sta degenerando. Lo sportello per il pubblico è bloccato e le 500 colonie feline non hanno più un riferimento. Per di più sono stati ridotti i fondi delle convenzioni con le associazioni che sterilizzano i gatti. I soldi, 40mila euro all’anno, hanno subìto un taglio del 30 per cento: una cifra irrisoria per il bilancio comunale ma decisamente importante per le colonie feline».
Finora non è stato dato nessun aiuto alle gattare, le anziane che in periferia si occupano dei randagi. Fortunatamente lo scorso marzo sono stati consegnati gli scatoloni con cibo e scatolette per un valore di 20mila euro. Ma quelle derrate fanno solo da tampone e non basteranno ancora per molto. Per di più gli alimenti vengono distribuiti in modo poco uniforme tra le gattare volontarie e non c’è più un coordinamento.
Non se la passano meglio i cani: i volontari del canile sono costretti a centellinare i farmaci perché le scorte di medicinali si stanno esaurendo. Gli uffici comunali non possono più coprire le spese e allora ci si arrangia come si può, con le collette e con il passaparola tra gli animalisti. «I nuovi passaggi comunali - denuncia Comazzi - impediscono di ottenere la copertura per un intervento quando gli uffici comunali sono chiusi».
Altro problema: la facoltà di veterinaria rischia di essere declassata a livello europeo perché non è dotata di un pronto soccorso per gli animali. Della mutua promessa e impostata dalla giunta precedente non c’è ancora traccia ed ogni progetto è stato fermato. Già, perché la delega agli animali è stata assegnata (all’assessore Chiara Bisconti) solo un paio di settimane fa. E dal suo assessorato non danno risposte sulle varie problematiche aperte e sugli animali dimenticati dal Comune. Ovviamente devono avere il tempo per studiare la situazione e vedere il da farsi. Peccato, forse negli scorsi quattro mesi si poteva proseguire il lavoro già impostato e non bloccare il sistema dell’assistenza agli animali.