Di Canio s’arrende «Non farò più il saluto romano»

da Roma

«Per il momento eviterò gesti che per qualcuno sono da demone...». L’atmosfera del Natale deve aver portato consiglio a Paolo Di Canio, che ha deciso di sospendere le sue esibizioni da gladiatore dentro gli stadi con l’ormai classico gesto del saluto romano. Un’esibizione che ha creato non poche polemiche, che surriscalda gli animi delle curve e che ha costretto persino la Fifa ad intervenire con un’inchiesta tuttora aperta.
Insomma, Paolo Di Canio fa il buono, almeno per ora, e tramite la trasmissione radiofonica degli ultras «La voce della Nord», fa sapere il suo pensiero in riferimento alle molte polemiche scatenate dal saluto romano da lui rivolto ai tifosi biancocelesti. Il giocatore era stato squalificato per una giornata dopo aver alzato il braccio in Lazio-Juve e successivamente deferito alla commissione disciplinare per lo stesso motivo in Lazio-Livorno. Inoltre sul giocatore pende la decisione della Fifa che attende di ricevere la documentazione dalla Federcalcio per esprimere un parere e, forse, per sanzionare ulteriormente lo stesso Di Canio.
«Per il momento, comunque - ha detto l'interessato - eviterò gesti che per qualcuno sono da demone e lo farò per il bene di questa società e per la gente alla quale mi rivolgerò con uno sguardo e ci capiremo così...». «Ad ogni modo - ha aggiunto - continuerò la mia battaglia di libertà nelle sedi più opportune, rimettendomi al giudizio di chi deve decidere».
Polemiche sul saluto romano a parte, Paolo Di Canio invia messaggi d'amore alla Lazio. «Non smetterò di giocare di sicuro, anche perché ho una missione da portare a termine e non mollerei neanche se arrivasse Abramovich...». È piuttosto deciso l'attaccante biancoceleste a chiudere la carriera con la maglia laziale. In effetti, il suo rinnovo contrattuale, visto che a giugno 2006 si svincola a parametro zero, era pronto da tempo anzi, doveva essere ratificato proprio in questi giorni. Le polemiche sollevate per il saluto romano, probabilmente, hanno rimandato tutto quanto.