Cannabis, il Tar cancella il decreto Turco Ferrero: "Il governo farà ricorso"

Dopo la sospensione il tribunale amministrativo annulla il provvedimento del ministro che raddoppiava la quantità massima di cannabis per "uso personale"

Roma - Dopo la sospensione, arriva anche l'annullamento del decreto Turco, ovvero il provvedimento che ha innalzato da 500 milligrammi a 1 grammo la quantità massima di detenzione di cannabis al di là della quale scattano le sanzioni penali. I giudici della III sezione quater del Tar del Lazio, hanno infatti oggi depositato le motivazioni della sentenza con la quale hanno accolto il ricorso proposto dal Codacons, dall'associazione Articolo 32 e dall'Aidma.

"Il decreto del ministro della salute del 4 agosto 2006 - scrivono i giudici amministrativi nella sentenza - deve essere annullato in quanto la motivazione dell'atto, peraltro esclusivamente orientata nell'ambito delle ragioni sanitarie, non spiega le ragioni delle scelte operate, né esse vengono adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti tecnici specifici sugli effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in questione".

Il 15 marzo scorso, il Tar aveva già sospeso il decreto Turco ritenendo che la legge "non conferisca - si leggeva nel provvedimento - un potere politico di scelta in ordine alla individuazione dei limiti massimi delle sostanze stupefacenti o psicotrope che possono essere detenute senza incorrere nelle sanzione penali", bensì "un potere di scelta di discrezionalità tecnica, soprattutto per quanto attiene alle competenze del ministero della Salute".

Il ministro alla Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, preannuncia che il governo farà ricorso contro la decisione del Tar. "Noi abbiamo proposto più tabelle per famiglie di droghe e per pericolosità delle sostanze. Se ci sono, pur nella stessa famiglia, diverse pericolosità, queste dovranno essere evidenziate". Così il ministro ha voluto commentare l'allarme del quotidiano inglese The Independent sulla diffusione tra i giovani di un nuovo tipo di cannabis, 25 volte più potente di quella finora conosciuta. "Quello che ritengo sbagliato è di fare una tabella unica che dica: tutte le droghe sono uguali, dalla cannabis meno potente all'eroina".