Cannavaro è una certezza le polemiche lo caricano

In gran spolvero anche Grosso e De Rossi Su Buffon i dubbi sono soltanto psicologici

Gli spinaci di Cannavaro braccio di ferro sono i titoli dei giornali e le polemiche sui suoi gradi di capitano. Ogni mattina Fabio apre un barattolo e manda giù, tutto d’un fiato. L’amaro del boccone metaforico risulta appena mitigato dalla fiducia del Ct e dalla solidarietà dei suoi sodali: nessuno che si sia alzato per chiederne la destituzione, conta anche questo dentro uno spogliatoio colmo di rivalità e di passioni che si dividono per il resto dei mesi in colori diversi. Così Fabio Cannavaro, invece di risultare intimorito in pubblico, è apparso subito uno dei pilastri di cemento armato del club Italia su cui far poggiare tutta l’impalcatura mondiale. Gli ha giovato una stagione senza infortuni o acciacchi significativi e l’arrivo in nazionale di Ciro Ferrara, assistente di Lippi, che ha con lui un feeling speciale. Come Cannnavaro è già pronto Rino Gattuso, un altro ragazzo del sud, che punta in questo torneo alla valorizzazione internazionale. È già pronto per sgabbiare contro il Ghana ma prima del debutto deve mettere al guinzaglio la sua esuberanza fisica (tolleranza zero non è uno slogan vuoto) e disinteressarsi delle proteste riservate agli arbitri. Sarà importante segnalare un comportamento dignitoso, oltre che rispettoso dei ruoli.
Grosso e De Rossi sono gli altri, inattesi esponenti della pattuglia dei più in forma al club Italia. Il romanista è capace di assalti improvvisi, imboscate in quota, che possono aiutare gli attaccanti, il palermitano deve osare di più per garantire alle torri di Lippi il necessario rifornimento. L’uno e l’altro han superato a pieni voti l’apprendistato svizzero. Dietro avanzano, a fatica, Gilardino e Pirlo capaci di segnalare un percorso opposto: il novizio di Biella è partito bene con la Svizzera, si è spento, vinto dalla fatica, venerdì sera; il regista inventato da Ancelotti ha cominciato a motori spenti e migliorato la performance a distanza di 48 ore, forse stimolato da qualche voto basso. Senza Totti, il suo contributo è fondamentale. Su Buffon, mai discusso, si può sollevare solo una questione di raffinata psicologia per decidere se l’inchiesta sulle scommesse e in particolare l’intemerata della mamma seguita alla pubblicazione delle cifre investite, hanno lasciato traccia nel suo cuore. Lo chiamano “sbruffon” i suoi e forse in un momento così c’è bisogno di un capitan fracassa allergico a critiche e rilievi, per far vivere alla Nazionale notti tranquille. Una piccola sorpresa è Oddo, rimasto in silenzio ad attendere l’aereo che facesse scalo dalle sue parti. Per troppo tempo gli è stato preferito Zaccardo, bravo ragazzo ma di personalità ridotta. Oddo serve come il pane nelle partite da comandare e vincere.