Cannavaro: «Vengo a Madrid perché voglio vincere tutto»

Marco Zucchetti

«Perdere non mi piace proprio». Se n’era accorto tutto il mondo. Era il messaggio urlato in ogni contrasto di un mondiale perfetto. Fino al trionfo finale. Fabio Cannavaro il Vincente. Anzi, El Ganador. Quello che ha alzato la Coppa e vuole assaporare ancora il gusto della vittoria. Quello che mercoledì 26 luglio sarà presentato ai tifosi del Real Madrid e che in Italia ribadisce la propria filosofia anche attraverso uno spot tv. Quello che vestirà la maglia blanca numero 5, lasciata libera da Zidane.
Dal suo yacht ormeggiato nei mari della Grecia, attraverso le pagine dei quotidiani sportivi «Marca» e «As», fa arrivare in Spagna la eco della sua parlata napoletana: «È stato un anno duro, ma pieno di emozioni - dice Cannavaro - e l’ultimo mese, poi, è stato il più intenso della mia vita. Il passaggio al Real completa la magia». Un sogno dal quale il capitano azzurro non intende svegliarsi. Continuare a vincere, il pensiero è solo uno: «Non riesco a capire come una grande squadra come il Real non vinca da così tanto tempo - spiega il difensore, pensando ai tre anni senza successi per i Galacticos - ma sono i migliori e torneranno ad essere vincitori. Ho firmato per loro proprio per aiutare la squadra a diventare ancora più grande».
Una sfida nella quale Cannavaro metterà in gioco tutte le proprie armi, ovvero «il lavoro, la serietà, l’impegno, l’umiltà e quello spirito vincente di cui noi azzurri siamo stati portatori». Una scelta prestigiosa, per un lottatore che non ha paura di nulla: «Il Real - dice l’ex juventino - è un club da cui ci si aspetta che vinca ogni partita. Per un giocatore che vuole essere il migliore è stimolante sentire questo tipo di pressione». E lui, a 33 anni, vuole essere il migliore. Come Fabio Capello, che Cannavaro conosce bene: «È un maestro, un vincente. Pretende molto, ma è una persona corretta. Non abbiamo segreti fra noi».
Da una parte Capello, dall’altra l’incognita dei nuovi compagni: «Ho giocato contro di loro - anticipa Cannavaro - sono tutti campioni. Avere Raul come capitano sarà un piacere; il valore di Ronaldo è conosciuto in tutto il mondo e Cassano è un grande talento». Anche tra i pali il difensore della nazionale si troverà una sicurezza: «Ho avuto la fortuna di giocare due anni con Buffon e ora avrò Iker Casillas. Sono i due migliori del mondo. Noi staremo tranquilli pensando a Casillas in porta e lui si sentirà tranquillo con noi in difesa».
Non perde il buon umore, Cannavaro. Neppure se pensa all’amarezza di Calciopoli: «L’unico mio dispiacere è quello che sta succedendo alla Juventus. A Torino ho lasciato un pezzo del mio cuore, come l’ho lasciato a Parma e all’Inter. E ora parte del mio cuore sarà a Madrid». Una Juventus che sta perdendo i pezzi, con Zambrotta e Thuram che sono approdati al Barcellona: «Faranno parte di una squadra molto forte - già li sfida Cannavaro - ma il Barça non mi fa paura. Il Real non è inferiore e il valore della nostra squadra, sulla carta, è il massimo».
Alla prima esperienza all’estero, Cannavaro è curioso ed entusiasta: «Madrid è una splendida città, mi incantano sia l’ambiente sia la gente, così simile agli italiani. E poi giocare al Bernabeu è come andare alla Scala: il gran teatro del calcio». E la Spagna sembra aspettarlo a braccia aperte, almeno a giudicare dai titoli dei giornali, che lo celebrano come «un leader, con carisma, un goleador, semplice, divertente, bello, umile e coraggioso»: semplicemente «perfecto». E a chi gli chiede quali siano i suoi obiettivi, il capitano azzurro sorride: «Questo sarà sicuramente l’ultimo contratto della mia carriera e voglio tutto, la Champions innanzitutto. Nel calcio fin da piccolo mi hanno insegnato che l’obiettivo è solo uno: vincere». Non c’è che dire, gli hanno insegnato bene...