Cannes, Jiulianne Moore dà l'avvio alla kermesse

Si parte oggi con <em>Blindness</em>. Tra le nostre pellicole: <em>Gomorra</em> e <em>Il divo</em> con Servillo e <em>Sanguepazzo</em> con Bellucci e Zingaretti. Pioggia di stare sulla Montee de Marche: <strong><a href="/video.pic1?ID=324">video</a></strong>

Cannes - Il selezionatore del Festival di Cannes e ora anche delegato generale, Thierry Frémaux, ricorda l'amarezza di quando dovette dire a Clint Eastwood che il suo Mystic River non era fra i premiati dalla giuria presieduta da Patrice Chéreau. Era il 2003. Nel Festival del 2008 - che Blindness (Cecità) di Fernando Meirelles inaugura oggi - Eastwood torna in concorso martedì 20 con Changeling (Scambio), un'altra storia di rapimento come Mystic River, ma ambientata nel 1928 e interpretata da Angelina Jolie e John Malkovich. Sean Penn - che per Mystic River ebbe l'Oscar - ora presiede la giuria del Festival: ciò non basta a garantire un premio a Changeling, ma lascia trasparire che un risarcimento sarebbe gradito.
Tratto da un romanzo semi-fantascientifico di José Saramago, Blindness, nella carriera di Meirelles, segue La città di Dio e The Constant Gardener. Vi si immagina una cecità di massa da contagio e lo interpretano Julianne Moore e Mark Ruffalo. La presenza del film è stata dichiarata dopo la conferenza stampa del 23 aprile, solo due settimane fa, perché questo è stato un anno di assenze (mancano habitués come Almodóvar e Bellocchio, Lelouch e Loach); per sopperire alle quali si sono aperte le strade, ma anche stretti i tempi, per altri film: solo ora, per esempio, Benicio Del Toro sta terminando le parti con voce fuori campo di Che di Steven Soderbergh, dove lui è il protagonista: con quattro ore mezzo, questo di mercoledì 21 è il film più lungo del Festival di Cannes.

Che di Soderbergh ha una storia lunga. Doveva esser diretto da Terrence Malick, che invece poi girò il superfluo The New World (2006). Negli Stati Uniti, poi, Guevara è tuttora figura «estremamente negativa», come dice Vincent Maraval, co-fondatore di Wild Bunch, la casa di produzione e distribuzione coinvolta nel progetto dal 2004, quando si pensava che sarebbe costato 35 milioni di dollari; ce ne sono poi voluti 70, quasi un terzo dei quali messi da Telecinco. È probabile che il film faccia straparlare, più del Diario di una motocicletta di Walter Salles, primo film su Guevara apparso a Cannes. Secondo Maraval, infatti, «un'agenzia americana ha paragonato la sceneggiatura di Peter Buchman a una biografia di Hitler centrata sulla rinascita economica della Germania, anziché sulla Shoah». E le autorità degli Stati Uniti hanno vietato di girare a Cuba, sotto eterno embargo.

La politica è sempre centrale nei film di qualsiasi grosso festival. Direttamente o indirettamente, lo sono i due film italiani in concorso e quello negli «eventi speciali». Il divo di Paolo Sorrentino (in concorso giovedì 22) schiera Toni Servillo nel ruolo di Giulio Andreotti; Gomorra di Matteo Garrone, ancora con Servillo, non cita politici, ma politico è che la Campania resti un far south, se non un far west, chiunque governi dopo Mussolini. A proposito: Cannes offre anche una parziale ricostruzione del destino di due attori, che seguirono il Duce fino alla fine, con Sanguepazzo di Marco Tullio Giordana, liberamente ispirato alla vita e all'assassinio - così lo chiama anche il supplemento Festival di Cannes in edicola domani con Le Monde - di Luisa Ferida (Monica Bellucci) e Osvaldo Valenti (Luca Zingaretti).

Ma c'è anche un passato meno remoto e più rimosso, come la strage di Sabra e Chatila, evocata oggi nel cartone animato in concorso Waltz With Bashir - cioè Valzer con Bashir (Gemayel), defunto capo della Falange libanese - dell'israeliano Ari Folman.

Dopo la politica, lo sport. Frémaux conferma la linea degli ultimi anni, inserendo dopodomani, nel «Certain regard», il documentario Tyson di James Toback; e martedì 20, nelle «Proiezioni di mezzanotte», Maradona by Kusturica, del regista medesimo.

Alle donne e in genere al pubblico delle commedie che cosa resta? Fuori concorso, dopodomani, Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen, con Penelope Cruz, Scarlett Johansson e Javier Bardem; in concorso, lunedì prossimo, Two Lovers (Due innamorati) di James Gray, con Joaquin Phoenix e Gwyneth Paltrow. E per i ragazzi che cosa c'è? Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull (I.J. e il regno del teschio di cristallo) di Steven Spielberg, con Shia La Beouf e Harrison Ford. Uno solo, eppure incasserà più di tutti gli altri del Festival messi insieme.