Il canone? Basso come le iscrizioni

Claudia Passa

Sul caso della piscina comunale di via Gran Paradiso, l’associazione «La piscina Crawl 2000» – assegnataria di una concessione per la gestione della struttura – fa sapere che col “socio fondatore” Nunzio D’Erme, menzionato nell’atto costitutivo, non ha più nulla a che fare dal 18 maggio 1999. Ovvero quando «con grande senso di responsabilità» – spiegano – D’Erme “si dimise”, prima che l’allora IV circoscrizione nominasse la commissione esaminatrice per l’aggiudicazione del bando per partecipare al quale l’associazione era stata fondata. Il caso era stato sollevato a seguito del rinnovo per 12 anni della concessione, per effetto di una delibera comunale dell’ottobre 2005, a un canone mensile di 348,27 euro. «La delibera riguarda 11 impianti», tiene a sottolineare la “Crawl 2000”. Ma ciò che il capogruppo e il coordinatore di Forza Italia in IV municipio, Antonello Aurigemma e Francesco Vaccaro, fanno notare, è che il parlamentino di Montesacro, due mesi dopo il pronunciamento della Giunta capitolina, aveva approvato all’unanimità una mozione di segno opposto. Nell’atto – votato lo scorso 28 dicembre - constatato che l’affidamento della piscina di via Gran Paradiso era “scaduto da tempo”, segnalata la necessità di “completare la procedura pubblica per il nuovo affidamento”, sollecitato l’impegno a “superare la situazione di irregolarità in atto con la proroga tacita dell’attuale affidatario”, il IV municipio impegnava unanime il presidente e la Giunta a presentare entro 15 giorni gli atti “per il nuovo affidamento della piscina con procedura di evidenza pubblica”, nonché “una relazione sui responsabili e sulle responsabilità che hanno portato alla scadenza il termine previsto originariamente in convenzione”. Sott’osservazione degli esponenti azzurri, in particolare alcuni lavori previsti dalla concessione iniziale e poi, per una serie di intoppi burocratici, procrastinati nel tempo. Non solo: la stessa lettera con cui il municipio comunicava all’associazione le condizioni fissate dalla delibera comunale, sarebbe stata inoltrata a causa di ritardi nel pagamento del canone.
La “Crawl 2000”, dal canto suo, replica alle polemiche degli ultimi giorni spiegando che «in effetti il canone mensile è basso, è di fatto un canone “sociale”, ma non riguarda solo noi. E basterebbe dare un’occhiata alle tariffe della piscina per rendersi conto che qui nessuno si arricchisce. Anzi – aggiungono i responsabili - a volte si fa fatica a coprire tutte le spese». L’associazione pone l’accento in particolare sui servizi offerti ai disabili: «È una funzione sociale che ci impegna enormi risorse, ci costringe a fare turni, senza contare l’esigenza di disporre di un assistente per ogni disabile che si trova all’interno della piscina». Quanto alle tariffe, «il numero di iscritti – spiegano – dipende proprio dal fatto che con il canone mensile che si paga da noi, in qualsiasi altra piscina si acquisterebbe a malapena un ingresso giornaliero...». A ciò si aggiunga il costo del personale, e «gli ingressi agevolati riservati ai meno abbienti e ad altre categorie sfortunate».
Di Nunzio D’Erme, passato come una meteora nei quadri dell’associazione, alla “Crawl 2000” preferiscono non parlare, se non per ricordare che il leader di Action ha dato le dimissioni sette anni orsono. Ma a microfoni spenti lo sfogo sgorga dal petto come un fiume in piena: «Non sapete quanto ci danneggiano queste polemiche, se solo non ci fosse stato di mezzo quel nome...».