Canone e cartoon, quando «Dumbo» batte Platone

Poniamo di trovarci nella classica situazione di spiegare al solito extraterrestre caduto sul nostro pianeta la storia della letteratura universale, avendo a disposizione un minuto. Quali titoli citeremmo? Con minime variazioni da critico a critico, giusto per segnare delle opere-svolta, un «canone occidentale» in cinque mosse potrebbe essere: Iliade e Odissea di Omero; Commedia di Dante; il Chisciotte di Cervantes; l’opera di Shakespeare; l’Ulysses di Joyce (sì, certo, qualcuno potrebbe scegliere la Recherche al posto dell’Ulisse...).
Bene. È curioso, eppure - con l’eccezione di Shakespeare - nessuno tra i succitati compare nell’elenco dei cinquanta autori più tradotti nel mondo. Si tratta della «Top 50» dell’Index Translationum fornito dall’Unesco e recentemente aggiornato (http://www.unesco.org/culture/translationum): informazioni di carattere bibliografico relative a libri che, dal 1979 a oggi, sono stati tradotti e pubblicati nei più di cento Paesi membri. Il primato, con 7783 traduzioni (che comprende i diversi titoli nelle varie lingue), spetta alla Walt Disney (da Dumbo a La carica dei 101, dalle edizioni scandinave a quelle turche...). Al secondo posto Agatha Christie (5809), al terzo Jules Verne (3756), al quarto Lenin (3481), al quinto Enid Blyton (famosissima scrittrice di libri per ragazzi, nata a Londra nel 1897 e scomparsa nel 1968, autrice di oltre settecento libri...); quindi Barbara Cartland, Shakespeare, Danielle Steel, Hans Christian Andersen e - decimo - Stephen King. Tra i primi cinquanta, anche la Bibbia, Asimov, Twain, gli scritti di Wojtyla, Marx, il catechismo della chiesa cattolica e - 50°, con 1044 traduzioni - Franz Kafka.
Non c’è un poeta, non c’è un filosofo eccetto Platone (47º), non compaiono italiani, nessun Nobel tranne Hemingway. Ancora più curiose alcune presenze: da Astrid Lindgren a Robert L. Stine, da Victoria Holt a Alistair MacLean, da Sidney Sheldon a Ruth Rendell fino a Robert Ludlum (che è davanti a Kipling e a Kafka)... Per fortuna è solo una classifica, quantità non qualità. Nel canone non c’è posto per i cartoon.