Canta Napoli, nuova regina dei canestri

Siena respira pensando all’Europa, Treviso aspetta, la delusione è Milano

Oscar Eleni

Canta davvero Napoli che alla fine del girone di andata è in testa alla classifica del basket come mai era accaduto nella sua storia, protagonista che si ritrova al vertice con la Benetton caduta sul reticolato di Siena quando sembrava che il Montepaschi fosse nella stessa voragine che in queste ore ha mandato in confusione totale Milano, rilanciando, invece, la Roma di Pesic vera interprete del gioco impeto e assalto.
La giornata che chiude la prima parte del torneo, allungata fino a tardi dalla genialità della Lega, con la benedizione che potete immaginare da parte di tutti i giornali, vive sul capolavoro di Piero Bucchi, bolognese, allievo di Messina, giovane allenatore dallo sguardo triste, che ha imparato sulla propria pelle a governare macchine potenti, perché è proprio la più bella realtà del campionato questa Napoli, che è andata a vincere sul campo della Virtus Bologna, annullando Blutenthal, scatenando Greer (36 punti, 11 su 17 al tiro, un bel 4 su 8 da 3) che sembra nulla in confronto al 5 su 5 dalla linea magica del francese di Guadalupa Michel Morandais, capace di prendere anche 10 rimbalzi.
Lassù resta anche la Benetton che aveva le mani sul collo di Siena, contestata dalla sua gente dopo i primi 10 minuti, ma poi ha scoperto che quando il gioco diventa duro, quando alla gioventù di Boisa ha fatto da sostegno l’esperienza di Stonerook, Nicola e Zukauskas, oltre all’atleticità di Hamilton, la mancanza di un vero regista ha mandato fuori giri il gruppo dove ieri Bargnani ha fatto vedere i suoi difetti difensivi che consiglierebbero cautela a quanti gli danzano intorno cantandogli la canzoncina che forse sarà una prima scelta Nba.
Il Montepaschi, che mercoledì a Pau si giocherà anche l’ingresso fra le migliori 16 d’Europa, è un laboratorio che dovrebbe affidarsi soltanto alla saggezza e alla pazienza di Recalcati, agitarsi tanto intorno a giocatori che diventano persino insicuri come il primo Kaukenas di ieri, è davvero l’eutanasia di un amore e non ha senso.
Siena respira, cosa che invece non accade a Milano dopo essere finita nella centrifuga di Roma, una squadra atipica,capace di nascondere le debolezze in un sistema che nasce dal lavoro ossessionante in palestra. Per l’Armani, invece, andare ad allenarsi sembra ormai una croce. Il presidente che aveva denudato l’allenatore Lardo adesso parla di fallimento riferendosi a Bulleri, il giocatore acquistato anche se lo stipendio da pagare era assurdo. Milano, giovedì, si ripresenterà alla gente che l’ha contestata per affrontare i campioni d’Europa del Maccabi. Non c’è più legame tra società, allenatore, squadra. Stringersi nell’abbraccio del pubblico non conta se poi, quando devi aiutare un compagno in difficoltà dici che è colpa di un altro, magari di questo Shumpert che è il più enigmatico dei suoi giocatori, magari di un allenatore che sembra arrivato alla fine della corsa.