Il cantastorie che si racconta sulle tele

Mario De Leo, 63 anni, pittore, cantastorie e cultore della musica popolare, è ritornato sulla scena milanese ieri sera, con l'inaugurazione dell'esposizione «Interferenze sonore» (Spazio Tadini, via Jommelli 24, fino al 7 febbraio). L'esposizione, che ha aperto con una performance musicale votata alla tradizione, sulle note elettroniche del maestro Riccardo Sinigaglia, docente al Conservatorio di Milano, è stata «un invito a riscoprire il mondo che ci circonda - ha spiegato De Leo - e a valorizzarlo attraverso il progresso tecnologico. L'accostamento tra la melodia del Seicento, intonata dalla voce calda, e l'elettronica vuole simboleggiare la continuità e compatibilità tra passato e presente». Il nuovo quadro «è stato liberamente interpretato dalle note, perchè l’arte è utopia e sogno, ma è anche razionalità e avanguardia - aggiunge il pittore, in quanto spesso anticipa le scoperte della scienza». Noto per alcuni motivi ricorrenti nelle sue tele, quali le figure amazzoniche, i circuiti elettronici e il cono, De Leo guarda con occhio ammirato e curioso all'universo dell'informatica, ma al tempo stesso si consacra al recupero della storia e delle usanze di un tempo, in particolare della sua regione, la Puglia. La sua scrittura pittorica è un insieme di simboli e segni ancestrali, tipicamente mediterranei, collocati però in un ordine «nordeuropeo», svevo, come sveva fu, per un periodo, la dominazione della sue terra di origine. Anche la musica e la riscoperta delle melodie popolari di molti secoli fa ricoprono un ruolo decisivo nella carriera artistica di De Leo, che negli anni Settanta ha collaborato con il musicista Giancarlo Disnan, per poi comporre la colonna sonora del film «Sole, acqua, terra, vento» della regista americana Jane R. Spaiser, fondare con Moni Ovadia la cooperativa l'Orchestra e in seguito lo Studio nazionale di musica etnica. E proprio l'elemento musicale sancisce l'inizio e il termine dell'esposizione, che si concluderà la sera domenica 8 febbraio (ore 22) con un concerto per chitarra presso lo studio Perlarte di De Leo a Lissone.