Cantatore come Gassman: i cazzotti fanno male

V incenzo Cantatore non ce l’ha fatta a conquistare la corona mondiale dei pesi massimi leggeri versione Wbo, sul ring del PalaTiziano di Roma. L’inglese Johnny Nelson ha ribadito il proprio titolo al termine di un match condotto secondo suoi usi e costumi, nel vero senso dei termini.
Concluso l’incontro il pugile di Santo Spirito, ormai cittadino romano da sempre, ha preso in mano il microfono, spiazzando Nino Benvenuti e Mario Mattioli, che avevano commentato il match in televisione prevedendo la vittoria del britannico, e ha detto: «Io sono il campione del mondo, la boxe è nelle mani della mafia, Nelson è un buffone, io ho fatto il pugilato, è stato anche contato, lui mi ha dato soltanto pugni sui guantoni».
Mentre Cantatore diceva queste cose, la telecamera ne mostrava il viso gonfio e gli zigomi tagliati, dopo le dodici riprese, segnale evidente che Nelson aveva colpito qualcosa d’altro dello sfidante, non soltanto i rossi guantoni.
Sono venuti alla mente i fotogrammi de I Mostri, film del 1963, nell’episodio «La nobile arte» interpretato da Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi.
Il manager suonato e squattrinato Guarnacci (Tognazzi) cerca di convincere l’ex pugile Artemio più suonato di lui (Gassman) a ritornare sul ring per affrontare Bordignon, in un torneo valido per il titolo italiano reso vacante dal ritiro di Zappaloni. Gassman, seduto a un tavolo nel dehors della sua trattoria al lido di Ostia, ascolta perplesso e continua a ripetere, con voce sempre più arrochita, che Bordignon è pericoloso, «mena brutto e i cazzotti fanno male». Tognazzi, con voce nasale, tenta di rassicurarlo: «Guarda che Bordignon ha il pugno di vetro». Gassman Artemio, recupera la memoria e chiude: «Sì, l’ho visto combattere in tivvù. Ha un sinistro di vetro. Infrangibile».