Canti di montagna e folklore in palcoscenico

Rara opportunità, quella di ascoltare un concerto del Coro della Sat, la più antica e prestigiosa formazione italiana, erede dell’altrettanto glorioso Coro della Sosat che fu il nome assunto per la prima esibizione nel 1926 e mantenuto fino agli anni Trenta, quando l’ensemble divenne ufficialmente «Coro della Sat-Società Alpinisti Tridentini». L’occasione felice per i melomani e, in particolare, per gli appassionati liguri dei cori di montagna e folklore si presenta domani sera, alle 21, al Teatro Carlo Felice, a dieci anni dall’ultima esibizione a Genova, grazie all’iniziativa della Sezione Ligure del Club Alpino Italiano - che festeggia i 130 anni dalla fondazione - e del Coro Monte Cauriol, altra celebre compagine musicale che conta oltre sessant’anni di attività. Proprio l’incontro, in piena unità d’intenti, fra le due formazioni corali e la sensibilità del Cai ha consentito di organizzare l’evento di domani (a prezzi contenuti per gli spettatori: 18 euro per le poltrone di platea sino alla fila 24; 15 euro per la platea dalla fila 25 in poi; 10 euro in galleria (file 1 e 2 e balconate) e, infine, 13 euro per accomodarsi in galleria dalla fila 3 in poi. Biglietti anche in prevendita al botteghino del Carlo Felice).
Particolarmente ricco il programma della serata, suddivisa in due tempi, che sarà presentata da Lara Catalano e introdotta dal presidente nazionale del Club Alpino Italiano, Annibale Salsa e dal presidente della «Ligure» Gianpiero Zunino: «Sui monti fioccano», «Che fai bela pastora», «Toni Bortolamoni», «Zom, zom zu la Belamonte», «L’è tre ore che son chi soto», «Serenada a Castel Toblin», «Vien vien bionda d’amor», «Ninna nanna», «Ama chi t’ama», «Valsugana», «La vien giù da le montagne», «Quattro cavai che trottano», «La banda», «La pastora», «La dosolina», «In cil ’e je’ une stele», «Era nato poveretto», «Il fiore di Teresina», e in chiusura «Sui monti Scarpazi».
Come ricorda il maestro Armando Corso, leader del Cauriol e autentica memoria storica nel campo dei canti della tradizione e della cultura popolare, che spiegherà caratteristiche e aneddoti legati alla musica corale, «il Coro della Sat mantiene salde radici con la tradizione, ma ha di volta in volta aggiornato il repertorio arricchendolo di spunti mutuati dalla cultura e, naturalmente, dalla musica contemporanea». Uno spirito che venne interpretato fin dall’origine dai fondatori, i fratelli Mario, Silvio e Aldo Pedrotti «i quali, assieme a un gruppo di amici - aggiunge Armando Corso -, inventarono un nuovo modo di cantare e rappresentare un patrimonio di valori musicali che spaziano dal Trentino al resto dell’Italia e all’estero». E sarà ancora una volta un «erede», il maestro Mauro Pedrotti, domani sera, a dirigere il Coro della Sat. Nel solco della migliore tradizione.